Una delle giornate più memorabili dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026 si è conclusa con una pagina di storia scritta nello slalom gigante maschile: Lucas Pinheiro Braathen ha conquistato la medaglia d’oro, regalando al Brasile la sua prima medaglia di sempre in un’Olimpiade invernale.
Il 25enne atleta, nato in Norvegia e in gare con la nazionale verde-oro, ha bissato la leadership ottenuta nella prima manche con una seconda discesa impeccabile, infliggendo distacchi significativi agli avversari e segnando un momento storico per lo sport sudamericano.
La gara, disputata sulle nevi di Bormio (Stelvio Ski Centre) in condizioni di neve cadente, ha visto Braathen imporsi con un tempo complessivo di 2:25.00, precedendo il campione olimpico in carica Marco Odermatt (argento) e lo svizzero Loïc Meillard (bronzo). La vittoria del brasiliano segna dunque non solo un successo personale ma anche un traguardo senza precedenti per la delegazione sudamericana, che finora non aveva mai toccato il podio ai Giochi invernali.
Una vittoria storica e il profilo di Braathen
Braathen, decimo nella classifica mondiale di slalom prima dei Giochi e con all’attivo plurimi piazzamenti nei circuiti di Coppa del Mondo, si è reso protagonista di una doppia manche di grande carattere. Dominando la prima frazione con un vantaggio rassicurante, ha poi gestito la pressione nella seconda prova, confermando la sua supremazia sul tracciato. La sua impresa è stata accolta con entusiasmo in Brasile e dai tifosi internazionali, perché apre nuove prospettive per nazioni tradizionalmente escluse dalla cerchia delle potenze invernali.
Delusione azzurra e infortunio di D’Antonio
L’Italia, reduce da un cauto ottimismo alla vigilia del gigante, ha vissuto invece una giornata amara. Gli azzurri Luca De Aliprandini e Tobias Kastlunger sono usciti di gara nella prima manche, mentre Alex Vinatzer, dopo un promettente avvio, è caduto nella seconda e non ha concluso la prova. Il miglior tempo italiano è stato quello di Giovanni Franzoni, 24° classificato, lontano dalle posizioni di vertice.
Nel corso della giornata, inoltre, è arrivata la brutta notizia per la giovane azzurra Giada D’Antonio: durante un allenamento ha subito una caduta che ha destato preoccupazione per un possibile infortunio al legamento crociato del ginocchio, circostanza che rischia di compromettere la sua partecipazione a ulteriori gare. La conferma diagnostica è attesa nei prossimi giorni, ma la perdita di un talento in gara per gli Azzurri rappresenta un duro colpo.
Implicazioni e prospettive
La gara di Bormio ha messo in evidenza i continui cambiamenti nel panorama dello sci alpino: atleti provenienti da paesi non tradizionalmente vincenti sulle nevi europee sono ora protagonisti, e la vittoria di Braathen potrebbe rappresentare l’inizio di una nuova era per lo sport su neve. Per l’Italia, invece, resta il compito di riprendersi nelle prossime gare, a partire dalle competizioni tecniche e veloci che si susseguiranno nella seconda parte dei Giochi di Milano-Cortina 2026.
In sintesi, la vittoria di Braathen non è soltanto una medaglia in più nel medagliere olimpico: è un simbolo eloquente di come queste Olimpiadi stiano riscrivendo la geografia sportiva degli sport invernali.

