Alla Veneranda Biblioteca Ambrosiana la mostra “Ego” trasforma figure storiche e rinascimentali in icone contemporanee, tra street art, identità e sovraesposizione digitale
Il nastro adesivo diventa strumento di rilettura del passato e porta i capolavori della Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano dentro un immaginario contemporaneo fatto di street art, cultura urbana e riflessioni sull’identità.
È il cuore della mostra “Ego – Dal nastro adesivo ai grandi capolavori”, personale dell’artista No Curves, visitabile gratuitamente fino al 16 giugno nella Sala del Foro Romano dell’Ambrosiana.
Con il suo linguaggio riconoscibile, costruito esclusivamente attraverso l’uso del nastro adesivo, No Curves interviene su figure e simboli della storia dell’arte, trasformandoli in personaggi del presente. I volti vengono modificati, coperti, schermati da una sorta di balaclava, il passamontagna che diventa segno grafico e concettuale. Il risultato è un cortocircuito visivo tra antico e contemporaneo, tra museo e strada, tra immagine storica e cultura digitale.
Tra le opere più significative c’è la reinterpretazione del Musico di Leonardo, custodito proprio all’Ambrosiana. Nella visione di No Curves, il personaggio leonardesco diventa un dj moderno, proiettato in una dimensione urbana e musicale che dialoga con la sensibilità delle nuove generazioni.
Il Ritratto di gentiluomo di Moroni viene invece riletto come una figura contemporanea, immersa in una piazza Duomo ultra moderna e caratterizzata da dettagli riconducibili all’estetica giovanile e alla moda. Anche Napoleone entra nel gioco delle trasformazioni: attraverso il nastro adesivo diventa un “gilet giallo” francese, figura che richiama proteste sociali, tensioni politiche e contraddizioni dell’Europa contemporanea.
La mostra non si limita alla citazione ironica o alla contaminazione pop. Al centro del percorso c’è una riflessione sull’ego, sull’apparire e sulla costruzione dell’identità nell’epoca dei social media. I personaggi storici e artistici, privati del volto originario e ricomposti attraverso il linguaggio urbano dell’artista, diventano maschere del presente, icone sospese tra riconoscibilità e anonimato.
Accanto ai lavori realizzati con il nastro adesivo, l’esposizione presenta anche alcune sperimentazioni con il vetro. È il caso delle “Maschere silenziose”, opere che ampliano la ricerca di No Curves sul tema del volto coperto e dell’identità negata. Tra queste spicca la figura di una donna con il viso celato, vestita con un abito su cui è stampata la mappa di Gaza distrutta dalla guerra. L’opera è coperta da un vetro rotto dall’artista, gesto che aggiunge una tensione ulteriore tra fragilità, violenza e memoria.
«Figure storiche e contemporanee si fondono in un unico flusso narrativo dove l’identità si dissolve e la mia arte la ricompone in infinite possibilità», spiega No Curves, sintetizzando il senso di una ricerca che usa un materiale semplice e quotidiano per costruire immagini complesse e stratificate.
La mostra è curata da Antonello Grimaldi, segretario generale dell’Ambrosiana, che legge nel lavoro dell’artista una riflessione attuale sul rapporto tra essere e apparire. Le opere, infatti, mettono in discussione la sovraesposizione digitale e il modo in cui l’immagine pubblica, oggi, venga continuamente costruita, filtrata e trasformata.
Con “Ego”, l’Ambrosiana apre così un dialogo tra la propria collezione storica e i linguaggi dell’arte urbana, dimostrando come i capolavori del passato possano ancora generare nuove interpretazioni. Il museo diventa luogo di confronto tra memoria e contemporaneità, mentre il nastro adesivo di No Curves ridisegna volti, simboli e identità, invitando il pubblico a guardare l’arte antica con occhi nuovi.

