Un percorso tra 130 opere, assemblaggi di modernariato e taccuini inediti. Un omaggio all’artista che ha trasformato gli oggetti del quotidiano in simboli arcani.
Non una semplice retrospettiva, ma un viaggio nel cuore pulsante di una ricerca artistica durata una vita. Presso il Complesso di San Paolo, la mostra dedicata a Lucio Riva (1928-2014), figura indissolubilmente legata a Modena, tanto da esserne diventato, nell’immaginario collettivo, il pittore simbolo.
L’esposizione, visitabile fino al 2 giugno, raccoglie oltre 130 lavori che testimoniano la libertà espressiva e lo spirito ludico di un autore capace di guardare oltre la superficie delle cose.
L’Arte del recupero: tra antiquariato e poesia
Il cuore della mostra svela la tecnica distintiva di Riva: la capacità di ridare vita a frammenti di realtà dimenticati.
- Gli Assemblaggi: Opere nate dall’unione di piccoli oggetti scovati tra bancarelle di mercatini e depositi di rottamazione. Vecchie fotografie e pezzi di modernariato vengono inseriti in un nuovo sistema di relazioni, caricandosi di significati simbolici e sentimentali.
- Il Segno: Una sezione cruciale è dedicata ai taccuini e ai disegni, spesso considerati secondari ma fondamentali per comprendere la sua genesi creativa. Grazie a dispositivi interattivi, i visitatori potranno sfogliare digitalmente questi diari visivi.
- Il Legame con Modena: La poetica di Riva non è mai stata provinciale, ma profondamente radicata. Come sottolineato dall’assessore Andrea Bortolamasi, le sue opere riflettono un legame sentimentale mai interrotto con il tessuto urbano e umano della sua città.
Una panoramica completa
Il percorso espositivo attraversa le diverse fasi della produzione di Riva, mescolando dipinti e installazioni tridimensionali provenienti da collezioni private e dall’archivio di famiglia. L’obiettivo è restituire al pubblico la figura di un artista che ha fatto della curiosità e del desiderio di conoscenza i propri strumenti di lavoro.
“Le sue opere ricaricano gli oggetti di esperienze umane e sensi arcani” spiega Bortolamasi, evidenziando il valore civile e culturale dell’agire artistico di Riva per la comunità modenese.
