La Legge di Bilancio per il 2026 potrebbe modificare in modo significativo il funzionamento della NASpI anticipata, la misura che consente ai lavoratori disoccupati di ricevere in un’unica soluzione l’indennità di disoccupazione per finanziare l’avvio di un’attività autonoma o imprenditoriale. Un emendamento riformulato alla Manovra introduce infatti una stretta sulle modalità di erogazione, con l’obiettivo di rafforzare i controlli e ridurre il rischio di utilizzi impropri della prestazione.
La novità principale riguarda il superamento del pagamento in un’unica tranche. Secondo il nuovo meccanismo, l’importo complessivo verrebbe suddiviso in due rate: la prima pari al 70% della somma spettante, la seconda pari al restante 30%. Quest’ultima verrebbe erogata entro sei mesi dalla prima, ma solo dopo una verifica puntuale da parte degli enti competenti. In particolare, sarà necessario accertare che il beneficiario non si sia nel frattempo rioccupato e che non sia titolare di una pensione diretta, fatta eccezione per l’assegno ordinario di invalidità.
La NASpI, acronimo di Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego, è l’indennità mensile di disoccupazione destinata ai lavoratori che hanno perso involontariamente l’occupazione. Istituita nel 2015, viene erogata su domanda dell’interessato per una durata pari alla metà delle settimane contributive maturate negli ultimi quattro anni. L’importo mensile corrisponde al 75% della retribuzione media di riferimento, entro i limiti fissati dalla legge, e si riduce progressivamente del 3% a partire dal sesto mese di fruizione, con una soglia più favorevole per gli over 55.
La prestazione spetta a una platea ampia di lavoratori subordinati, inclusi apprendisti, soci di cooperative con rapporto di lavoro dipendente, personale artistico e lavoratori a tempo determinato della Pubblica amministrazione. Restano esclusi, tra gli altri, i dipendenti pubblici a tempo indeterminato, gli operai agricoli a tempo determinato e chi ha già maturato i requisiti per la pensione.
La NASpI anticipata rappresenta una deroga importante rispetto all’erogazione mensile: consente di incassare subito l’intero importo residuo, con applicazione della ritenuta Irpef, per avviare un’attività autonoma, un’impresa individuale o per entrare in una cooperativa come socio lavoratore. È proprio questa possibilità che la Manovra intende ora rivedere, introducendo una scansione temporale dei pagamenti e controlli successivi all’erogazione iniziale.
La domanda per l’anticipo deve essere presentata entro 30 giorni dall’avvio dell’attività o dalla sottoscrizione della quota sociale, utilizzando i canali Inps, il Contact Center o i patronati. Con le nuove regole, chi sceglierà questa opzione dovrà però mettere in conto tempi più lunghi per incassare l’intera somma.
I numeri spiegano perché il tema sia sensibile. Nel 2024 i trattamenti NASpI hanno superato quota due milioni, con un aumento significativo rispetto all’anno precedente. I beneficiari effettivi hanno raggiunto il livello più alto degli ultimi sei anni, confermando il ruolo centrale della misura nel sistema di protezione sociale.
Il dibattito ora si concentra sull’equilibrio tra sostegno all’autoimpiego e necessità di vigilanza sulla spesa pubblica. Se l’emendamento verrà confermato nel testo finale della Manovra, la NASpI anticipata resterà uno strumento di incentivo all’iniziativa individuale, ma con regole più rigide e una maggiore gradualità nell’erogazione delle risorse.

