È ufficialmente iniziato il primo viaggio apostolico di Papa Leone XIV, che lo porterà in Turchia e successivamente in Libano. La prima tappa è Ankara, con un momento centrale previsto a Iznik per celebrare il 1700° anniversario del Concilio di Nicea, mentre il Libano sarà visitato dal 30 novembre al 2 dicembre.

Accoglienza ad Ankara

L’aereo papale è atterrato all’Aeroporto Internazionale di Ankara-Esenboga alle 10:22 ora di Roma (12:22 ora locale). Al suo arrivo, Papa Leone XIV è stato accolto da un ministro turco e da due bambini vestiti in abiti tradizionali che gli hanno offerto dei fiori. Dopo la presentazione delle delegazioni e la cerimonia della Guardia d’Onore, il Papa ha incontrato brevemente il ministro nella State Guest House. Alle 13 si è poi recato in auto al Mausoleo di Atatürk per la visita istituzionale.

Un Pontefice alla quinta visita in Turchia

Leone XIV è il quinto Papa a visitare la Turchia. Il motto del viaggio è “Un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo”, in continuità con il desiderio espresso da Papa Francesco di tornare nel Paese per l’anniversario del Concilio di Nicea, dopo la visita del 2014. Il momento più atteso sarà a Iznik, presso gli scavi archeologici dell’antica Basilica di San Neofito, dove il Papa insieme al patriarca di Costantinopoli Bartolomeo pregherà con una ventina di patriarchi e rappresentanti delle chiese cristiane davanti alle icone di Cristo e del Concilio.

Telegramma al Presidente Mattarella

Durante il volo, Leone XIV ha inviato un telegramma al presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, sottolineando che il viaggio ha l’obiettivo di incontrare le popolazioni locali, in particolare i fratelli e le sorelle nella fede, promuovendo percorsi di pace e fraternità. Il Papa ha inoltre inviato i suoi saluti all’Italia, accompagnati da “fervidi auspici per il progresso spirituale, civile e sociale” del Paese.


Con questo viaggio, Papa Leone XIV conferma l’impegno della Chiesa nel dialogo interreligioso e nella costruzione di ponti tra comunità cristiane e società locali, segnando un passo significativo nella storia dei rapporti tra Vaticano, Turchia e Libano.

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