Parole di forte richiamo morale e politico quelle pronunciate da Papa Leone XIV durante l’Angelus di oggi, domenica 4 gennaio, dedicato in parte alla crisi venezuelana apertasi dopo la cattura del presidente Nicolás Maduro da parte degli Stati Uniti. Il Pontefice ha espresso “profonda preoccupazione” per gli sviluppi della situazione, invitando tutte le parti coinvolte a mettere al centro la dignità della persona, il rispetto dei diritti umani e la sovranità dei popoli.

Dal sagrato di San Pietro, Papa Leone XIV ha sottolineato come le vicende che attraversano il Venezuela rischino di aggravare una condizione già segnata da anni di sofferenza economica e sociale. “Il bene del popolo – ha affermato – deve essere il criterio che guida ogni decisione, perché non può esserci giustizia senza pace, né pace senza rispetto della dignità umana”.

Il riferimento alla cattura di Maduro è stato accompagnato da un appello esplicito alla comunità internazionale affinché prevalgano il dialogo e il diritto, evitando ulteriori tensioni che potrebbero destabilizzare l’intera area. Senza entrare nel merito delle responsabilità politiche, il Papa ha richiamato l’importanza di percorsi condivisi e legali, nel rispetto delle istituzioni e dell’autodeterminazione dei popoli.

Papa Leone XIV ha inoltre rivolto un pensiero diretto ai cittadini venezuelani, “inermi davanti a decisioni che ricadono sulla loro vita quotidiana”, assicurando la vicinanza della Chiesa e la preghiera per un futuro di riconciliazione e stabilità. Un messaggio che si inserisce nella linea diplomatica tradizionale della Santa Sede, attenta a promuovere la pace e la mediazione anche nei contesti geopolitici più complessi.

L’intervento del Pontefice arriva in un momento di forte incertezza internazionale e riporta l’attenzione sulla necessità di soluzioni che non siano solo politiche o militari, ma anche umane e solidali. Un monito chiaro: senza il rispetto dei diritti fondamentali e della sovranità, nessuna crisi può dirsi davvero risolta.

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