Il Piano casa annunciato dal governo entra nella fase decisiva. A confermarlo è stata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che nella conferenza stampa di inizio anno ha ribadito l’imminente varo di un progetto articolato, destinato a mettere a disposizione 100mila abitazioni a prezzi calmierati nei prossimi dieci anni, affiancato da interventi sull’edilizia economica e popolare.
Piano in dirittura d’arrivo
“Siamo in dirittura di arrivo con la presentazione del Piano casa”, ha spiegato la premier, sottolineando il lavoro congiunto con il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, il ministro per gli Affari europei e il Pnrr Tommaso Foti, oltre al coinvolgimento della società civile e dei corpi intermedi. L’obiettivo dichiarato è affrontare in modo strutturale il disagio abitativo, soprattutto nelle grandi città.
Cosa prevede il Piano casa
Il progetto punta a creare un’offerta aggiuntiva di alloggi a canoni calmierati, distinta dall’edilizia popolare tradizionale, che continuerà a seguire un proprio canale. Le 100mila nuove case dovrebbero essere rese disponibili attraverso modelli innovativi di edilizia sociale, con il concorso di pubblico e privato.
I prossimi step
Il primo passaggio formale sarà l’adozione di un Dpcm (decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri), che definirà le coordinate del Piano. Successivamente verranno convocate le parti sociali per discutere la bozza. Alcuni elementi operativi sono già contenuti nella legge di Bilancio 2026, ma saranno necessari ulteriori atti attuativi per rendere pienamente operative le misure.
Il ruolo della Manovra 2026
La legge di Bilancio ha introdotto disposizioni che incidono sul settore dell’edilizia privata e sulle politiche per la casa, con l’obiettivo di contrastare il disagio abitativo. Secondo l’Ance, l’associazione dei costruttori edili, il quadro normativo necessita però di ulteriori chiarimenti, demandati proprio al Dpcm attuativo.
Linee guida e governance
Il decreto dovrà essere adottato con il concerto obbligatorio del ministero dell’Economia, il coinvolgimento del ministero delle Infrastrutture e della Conferenza Unificata. Allo stesso provvedimento spetterà il compito di definire le linee guida per i nuovi modelli di edilizia sociale, rimasti finora incompleti.
Le misure per giovani e famiglie
Particolare attenzione è riservata a giovani, giovani coppie e genitori separati. La Manovra prevede la realizzazione e il recupero di alloggi da destinare alla locazione a canone agevolato, anche attraverso contratti di rent to buy, che consentono l’eventuale acquisto dell’immobile dopo un periodo di affitto, scalando parte dei canoni già versati.
Interventi per gli anziani
Il Piano contempla anche misure dedicate alle persone anziane, con la realizzazione o l’adeguamento di alloggi di edilizia sociale e il ricorso a strumenti come la permuta immobiliare, per favorire soluzioni abitative più adeguate alle nuove esigenze.
Case popolari e patrimonio inutilizzato
Dal mondo della proprietà immobiliare arriva un’apertura prudente. Confedilizia ha sottolineato l’importanza dell’impegno sulle case popolari, ricordando che esistono circa 100mila alloggi potenzialmente utilizzabili ma attualmente vuoti, perché bisognosi di manutenzione o occupati abusivamente.
Il nodo sfratti e incentivi fiscali
Secondo Confedilizia, per aumentare rapidamente l’offerta di abitazioni in affitto sarà decisiva anche un’accelerazione delle procedure di sfratto e l’introduzione di forti incentivi fiscali, in particolare sull’Imu. Misure che, se adottate, potrebbero contribuire a calmierare i canoni e rendere il mercato più accessibile.
Il Piano casa si avvia dunque verso la fase attuativa, con l’obiettivo di incidere su uno dei nodi strutturali del Paese: l’emergenza abitativa e l’accesso alla casa, soprattutto per le fasce più fragili della popolazione.

