Dal 5 al 14 luglio il cuore del festival porterà a Pisa grandi nomi internazionali e nuove voci del jazz contemporaneo. L’edizione “Milestones” omaggia Miles Davis e John Coltrane nel centenario della nascita
Pisa torna a respirare jazz con una nuova edizione di Pisa Jazz Rebirth, il festival che negli ultimi anni ha contribuito a rafforzare il ruolo della città nel panorama musicale italiano. Tra giugno e luglio, la manifestazione proporrà un programma capace di unire grandi protagonisti della scena internazionale, nuove produzioni e alcune delle voci più interessanti del jazz contemporaneo.
Il cuore dell’edizione 2026 sarà ospitato dal 5 al 14 luglio al Giardino Scotto, che diventerà il palco principale del festival. Ogni sera un concerto diverso accompagnerà il pubblico in un percorso tra memoria, sperimentazione, ricerca sonora e omaggi ai grandi maestri.
Il titolo scelto per questa edizione è “Milestones”, riferimento al celebre album di Miles Davis, inciso con la partecipazione di John Coltrane. Una scelta dal forte valore simbolico, nell’anno del centenario della nascita di due leggende che hanno cambiato per sempre la storia del jazz. Il festival renderà omaggio alla loro eredità non con una semplice celebrazione, ma attraverso progetti capaci di rileggerne lo spirito in chiave contemporanea.
Ad aprire il programma del Giardino Scotto, il 5 luglio, sarà Paolo Fresu con “Kind of Lives”, progetto dedicato proprio all’universo musicale di Miles Davis. Il trombettista sardo, tra gli artisti italiani più riconosciuti a livello internazionale, porterà in scena un lavoro costruito tra riletture, nuove scritture e suggestioni nate attorno alla lezione davisiana. Un concerto che promette di muoversi tra memoria e invenzione, nel segno di un jazz elegante, lirico e profondamente evocativo.
Il giorno successivo, 6 luglio, sarà la volta dell’Immanuel Wilkins Quartet, formazione guidata da una delle voci più rilevanti della nuova scena jazz americana. La sua ricerca musicale intreccia spiritualità, tensione contemporanea e forte intensità espressiva, proponendo un linguaggio capace di guardare alla tradizione senza rinunciare a una visione personale e attuale.
Il 7 luglio il programma proporrà una doppia prospettiva. Ad aprire la serata sarà il Francesco Zampini Trio, seguito da Kurt Rosenwinkel, figura centrale della chitarra jazz degli ultimi decenni, protagonista con il progetto “The Remedy”. Rosenwinkel è considerato uno dei musicisti che più hanno contribuito a ridefinire il ruolo della chitarra nel jazz moderno, con uno stile riconoscibile, melodico e ricco di soluzioni armoniche.
Il percorso proseguirà poi con un appuntamento ogni sera fino al gran finale del 14 luglio, quando sul palco salirà Dee Dee Bridgewater, vera diva del jazz contemporaneo. Cantante, interprete e artista di straordinaria presenza scenica, Bridgewater attraversa da oltre cinquant’anni jazz, teatro e impegno civile. Vincitrice di tre Grammy Awards e di un Tony Award, ha collaborato con giganti come Dizzy Gillespie e Sonny Rollins, imponendosi come una delle voci più versatili e riconoscibili della scena internazionale.
Con la presenza di Fresu e Bridgewater, insieme a musicisti come Wilkins e Rosenwinkel, Pisa Jazz Rebirth 2026 conferma la propria vocazione: costruire un festival capace di parlare sia agli appassionati sia a un pubblico più ampio, mettendo in dialogo tradizione e futuro, grandi maestri e nuove generazioni.
Il Giardino Scotto diventerà così, per dieci giorni, uno spazio di ascolto e incontro, dove il jazz sarà raccontato nelle sue molte forme: omaggio, ricerca, improvvisazione, energia collettiva. Un’edizione che guarda a due giganti come Miles Davis e John Coltrane per interrogare il presente del jazz e rilanciare, da Pisa, la forza viva di una musica in continua trasformazione.

