La trentottesima Assemblea nazionale delle Province italiane si apre questa mattina, 25 novembre, al Teatro Apollo di Lecce, e lo fa sotto il segno di un tema che è insieme una sfida e una domanda aperta: “Le Province, aperte al futuro!”.

A inaugurare i lavori sarà il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, presenza che imprime all’appuntamento un valore istituzionale particolarmente significativo.

Accanto al Capo dello Stato, oltre 1.000 delegati provenienti da tutta Italia: amministratori locali, tecnici, rappresentanti delle Regioni e del Governo, chiamati a tracciare il bilancio di un ente che da anni vive in un limbo normativo e identitario.

La riforma Delrio, il ridimensionamento delle competenze, i tagli ai bilanci, la trasformazione di molte Province in Città metropolitane — come accaduto a Bari — hanno alimentato un dibattito mai veramente risolto: ha ancora senso questo livello amministrativo? E se sì, in quale forma?

Una due giorni per fare il punto sulle riforme

Il programma parte alle 11, dopo l’esecuzione dell’Inno nazionale e i saluti istituzionali: la sindaca di Lecce Adriana Poli Bortone, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e il presidente facente funzioni della Provincia di Lecce Fabio Tarantino. Proprio Tarantino ha sottolineato l’importanza di ospitare, per la prima volta nella storia dell’ente salentino, l’Assemblea nazionale: «Due giorni di riflessione e confronto sul futuro di realtà che continuano a dimostrare centralità e vitalità».

A seguire, la relazione del presidente dell’UPI Pasquale Gandolfi chiuderà la sessione plenaria del mattino, prima dei tavoli di approfondimento dedicati alla legge di bilancio 2026, al PNRR e ai nodi ancora irrisolti delle competenze provinciali.

Province tra superamento e rilancio

Il nodo politico resta lo stesso da anni: abolire definitivamente le Province o rilanciarle come enti fondamentali di area vasta? Molti territori, soprattutto dove la Città Metropolitana non è presente, rivendicano il ruolo delle Province nella manutenzione delle scuole superiori, nella viabilità interna, nella pianificazione territoriale. Altri, invece, continuano a considerarle un livello superfluo e costoso.

La presenza del presidente Mattarella contribuisce a riportare equilibrio nel dibattito: le Province, nel loro assetto attuale, non sono soltanto un’eredità del passato ma un punto di snodo nel coordinamento tra Comuni e Regioni. In alcuni casi, come dimostra la Puglia, possono essere strumento per sostenere i piccoli territori, contrastare il rischio di marginalità e contribuire alla coesione sociale.

Uno sguardo al futuro

Lecce diventa così per due giorni il laboratorio nazionale dove ripensare un pezzo d’Italia spesso dimenticato ma ancora strategico. Sarà il dibattito politico a decidere il destino delle Province ma sarà il confronto tecnico a indicare se e come questo ente possa davvero essere “aperto al futuro”.

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