Nonostante la Puglia si confermi una delle mete più desiderate del panorama internazionale, il nodo dei trasporti rischia di diventare il “tallone d’Achille” della prossima stagione estiva. A lanciare l’allarme è Francesco Caizzi, vicepresidente nazionale e leader pugliese di Federalberghi, che pone l’accento sulla cronica fragilità infrastrutturale che separa la regione dal resto d’Italia.

L’ultimo segnale di allerta arriva dal Molise: la frana di Petacciato ha riacceso i riflettori sull’instabilità dell’asse adriatico.

Un episodio che non è solo un’emergenza locale ma il sintomo di un sistema di mobilità su gomma e rotaia ormai inadeguato a sostenere i flussi diretti verso il tacco d’Italia.

Secondo l’analisi di Federalberghi, si sta consolidando un paradosso logistico: per un turista straniero è spesso più semplice e rapido raggiungere la Puglia grazie ai voli internazionali di quanto non lo sia per un cittadino italiano.

  • Collegamenti terrestri: Treni e autostrade subiscono rallentamenti e interruzioni che scoraggiano il turismo di prossimità e nazionale.
  • Flussi internazionali: Ben serviti dalle rotte aeree, ma non sufficienti a compensare le potenziali perdite del mercato interno.

«La Puglia non può permettersi di essere una destinazione difficile da raggiungere. Occorre agire ora per evitare che un’emergenza infrastrutturale si trasformi in una crisi economica e turistica», ha dichiarato Francesco Caizzi.

Per scongiurare un contraccolpo pesante sulla stagione 2026, Federalberghi sollecita un intervento immediato e coordinato. La proposta principale riguarda il potenziamento del trasporto aereo nazionale: viene chiesto a ITA Airways di incrementare significativamente il numero di voli da e per la Puglia.

L’obiettivo è offrire un’alternativa concreta ed efficiente ai collegamenti via terra, attualmente congestionati o interrotti, garantendo l’accessibilità della regione proprio nel momento di picco della domanda.

Senza misure tempestive, il rischio è che l’eccellenza dell’offerta ricettiva pugliese venga vanificata dall’impossibilità fisica di raggiungere le strutture, con ripercussioni a catena su tutto l’indotto regionale.

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