Per il sesto anno consecutivo l’ateneo romano è primo al mondo in Lettere Classiche e Storia Antica. L’Italia brilla nella classifica globale con 60 università premiate e punte di eccellenza nel design, nell’architettura e nel marketing.

Non c’è storia, o meglio, la Storia (Antica) continua a parlare italiano. L’Università La Sapienza di Roma ha blindato per il sesto anno consecutivo il primato mondiale in Lettere Classiche e Storia Antica secondo il prestigioso QS World University Rankings by Subject 2026. Un risultato che consolida il ruolo dell’ateneo come punto di riferimento assoluto per l’umanesimo globale.

L’intero sistema accademico nazionale mostra però una vitalità diffusa: l’Italia si posiziona come terzo Paese nell’Unione Europea per numero di università in classifica (ben 60, quattro in più rispetto allo scorso anno) e addirittura seconda per numero totale di piazzamenti nelle singole discipline, superata solo dalla Germania. È la conferma che l’ossatura del nostro sistema, composta dai grandi atenei pubblici generalisti, regge con forza l’urto della competizione internazionale.

I giganti della quantità e della qualità L’Università di Bologna guida la spedizione italiana per volume di presenze, comparendo in ben 50 diverse discipline, seguita a ruota dalla Sapienza (46) e dall’Università di Padova (40). Scorrendo la lista, spiccano anche la Statale di Milano, Firenze e la Federico II di Napoli, tutte capaci di presidiare decine di ambiti di studio con costanza.

Se però guardiamo alle vette della classifica, l’eccellenza italiana si fa ancora più nitida. Nella Top 10 mondiale non c’è solo il primato della Sapienza: il Politecnico di Milano conquista un eccezionale sesto posto in Architettura, l’Università Bocconi entra tra le prime dieci al mondo per il Marketing (9° posto) e la Scuola Normale Superiore di Pisa chiude la decina d’oro proprio negli studi classici.

Eccellenze oltre il podio Il talento italiano si ramifica in moltissimi settori. Lo Iuav di Venezia si posiziona 14° in Storia dell’Arte, confermandosi un polo d’avanguardia per i beni culturali, mentre il Politecnico di Torino brilla in Architettura con un solido 18° posto. Anche l’archeologia sorride all’Alma Mater di Bologna, che entra nella Top 20 globale posizionandosi diciannovesima.

Un dato particolarmente interessante riguarda la capacità di “trasformare” la presenza in eccellenza: il Politecnico di Milano, pur avendo meno voci totali rispetto ai mega-atenei, riesce a collocare il 38% dei suoi corsi nella Top 50 mondiale, dimostrando una densità di qualità altissima nelle aree tecniche e del design. In generale, tra i primi cento posti al mondo, Bologna e Sapienza restano i nomi più frequenti, garantendo una profondità di ricerca che copre quasi ogni campo dello scibile umano.

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