Appuntamento con la comicità genuina venerdì 30 gennaio 2026, alle 21, al Teatro civico di Bosconero (Torino). Sul palco arriva la Compagnia teatrale Sud-Ovest con la commedia dialettale piemontese “Le busche et ca’ dl’era”, scritta e diretta da Rina Pomatto, un racconto brillante che intreccia conflitti familiari, ironia quotidiana e una riflessione finale di grande attualità.
La vicenda è ambientata in un piccolo paese di campagna, dove due cognate, ciascuna con una famiglia numerosa, convivono sotto lo stesso tetto. L’occasione di trasferirsi in una cascina appena fuori dal centro scatena rivalità e resistenze: nessuna delle due vuole rinunciare alla casa in cui vive. Da qui una serie di animate discussioni, fra incomprensioni, gelosie e schermaglie domestiche, finché sarà il destino a intervenire, ribaltando le prospettive.
Con leggerezza e intelligenza, la commedia racconta situazioni di vita quotidiana riconoscibili, portando il pubblico al sorriso e, allo stesso tempo, a una riflessione condivisa: dopo ogni conflitto, fare pace è possibile ed è necessario. Un messaggio semplice ma potente, reso ancora più efficace dall’uso del dialetto piemontese, che rafforza l’autenticità dei personaggi e il legame con il territorio.
“Le busche et ca’ dl’era” nasce anche come scelta culturale precisa: dimostrare che si può far ridere senza ricorrere a volgarità, stereotipi o battute facili. In un panorama mediatico spesso dominato da eccessi, lo spettacolo propone un’alternativa basata su contenuti rispettosi, ironia pulita e qualità del linguaggio.
Fondata nel 2007 da Rina Pomatto, originaria di Pertusio, la Compagnia Sud-Ovest porta avanti da anni un progetto teatrale riconoscibile: proporre ogni stagione una nuova commedia capace di coinvolgere un pubblico trasversale, dai più giovani agli spettatori più anziani, senza mai rinunciare alla buona educazione e al valore del teatro come luogo di incontro tra generazioni.
Con questa nuova produzione, i Sud-Ovest confermano il loro impegno per un teatro popolare nel senso più alto del termine, accessibile a tutti e capace di unire attraverso il sorriso.
L’orologio è da segnare: alle 21 si ride, sul serio.

