Il 27 gennaio ricorre la Giornata Mondiale di Commemorazione in Memoria delle Vittime dell’Olocausto, istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 2005 e riconosciuta in Italia già dal 2000 con la legge n. 211. La data ricorda il giorno in cui, nel 1945, le truppe sovietiche liberarono il campo di concentramento e sterminio di Auschwitz-Birkenau, squarciando il velo sul periodo più tragico e oscuro della storia moderna.
A 81 anni da quell’evento, la Giornata della Memoria rappresenta non solo un momento di commemorazione, ma anche un richiamo alla responsabilità collettiva di conoscere, ricordare e trasmettere alle nuove generazioni il significato di quanto accaduto.
In occasione della ricorrenza sono numerose le iniziative promosse su tutto il territorio nazionale, molte delle quali con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei ministri. «La lotta all’antisemitismo è, per questo Governo, un presupposto essenziale», ha dichiarato il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, intervenendo insieme alla presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (Ucei), Noemi Di Segni, e al coordinatore nazionale per la lotta all’antisemitismo, Pasquale Angelosanto.
Abodi ha parlato di una vera e propria “semina buona”, riferendosi al Viaggio della Memoria che ha coinvolto cento ragazzi: «Per il terzo anno consecutivo hanno cercato di conoscere e comprendere il senso di quella tragedia, assumendo nuove sensibilità e consapevolezze. Questo è il contrasto all’antisemitismo, che si estende a tutte le forme di discriminazione».
Il ministro ha poi ribadito come la Giornata della Memoria rappresenti un impegno costante e quotidiano per le istituzioni: «La cronaca dimostra quanto il tema dell’antisemitismo non sia ancora stato metabolizzato. Ottantuno anni fa andò in scena il punto più basso dell’umanità, che non deve essere confuso con altre tragedie né banalizzato».
Preoccupanti anche i dati illustrati dal generale Pasquale Angelosanto, che ha evidenziato una crescita del fenomeno antisemita: le aggressioni fisiche sono passate da una nel 2023 a sedici nel 2025. «Le rilevazioni mostrano un andamento progressivo negli ultimi anni, con un “nocciolo duro” impermeabile a qualsiasi forma di prevenzione. Dopo il 7 ottobre si è registrata un’impennata significativa», ha spiegato, ricordando che nel 2024 il Cdec ha registrato circa 960 episodi.
La strategia nazionale contro l’antisemitismo, presentata in Consiglio dei ministri il 19 febbraio 2025, coinvolge tutte le amministrazioni dello Stato e numerosi enti pubblici e privati. «Su 68 azioni previste, 25 saranno sviluppate nel breve e medio periodo: un risultato importante in un solo anno», ha sottolineato Angelosanto, ribadendo come la conoscenza e la diffusione della cultura ebraica siano elementi centrali della prevenzione.
Sul valore della memoria come trasmissione culturale si è soffermata anche Noemi Di Segni: «Non si deve raccontare solo il male subìto, ma diffondere la conoscenza della cultura di un popolo, dei luoghi di accoglienza oltre che di deportazione». La presidente dell’Ucei ha ricordato la difficoltà di spiegare ai più giovani il significato profondo di parole come “genocidio” e la necessità di una strategia concreta e continuativa. «Dopo il 7 ottobre – ha aggiunto – il lavoro sulla memoria è diventato una sfida ancora più ardua».
La Giornata della Memoria è accompagnata da mostre, conferenze, viaggi commemorativi e iniziative educative, comprese visite virtuali ai campi di sterminio, progetti scolastici, proiezioni cinematografiche e testimonianze dirette di figure come Liliana Segre e Nando Tagliacozzo. Un impegno diffuso che ribadisce come il ricordo non sia solo un atto del passato, ma una responsabilità viva, necessaria per il presente e per il futuro.

