Nel terzo trimestre del 2025 aumenta la propensione al risparmio delle famiglie italiane, che raggiunge l’11,4%, in crescita di 1,5 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Escludendo il periodo pandemico, si tratta del livello più alto dal 2009. È quanto emerge dall’ultimo report dell’Istat, che segnala anche un miglioramento del potere d’acquisto.

Nello stesso periodo, il potere d’acquisto delle famiglie è cresciuto dell’1,8% rispetto al trimestre precedente, mentre il reddito disponibile è aumentato del 2%. La spesa per consumi finali, tuttavia, mostra un incremento più contenuto, pari allo 0,3%, a conferma di un atteggiamento prudente delle famiglie, ancora condizionato dagli effetti dell’inflazione, pur in rallentamento rispetto ai mesi precedenti.

Sul fronte delle imprese, l’Istat rileva una riduzione della quota di profitto delle società non finanziarie, stimata al 42,3%, in calo di 0,9 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Il dato si inserisce in una tendenza negativa avviata nella seconda metà del 2023 e riflette la crescita contenuta del prodotto interno lordo.

In lieve aumento, invece, il tasso di investimento delle società non finanziarie, che nel terzo trimestre si attesta al 22,8%, con un incremento di 0,1 punti percentuali rispetto al trimestre precedente, a fronte di una crescita degli investimenti fissi lordi dello 0,7%.

In miglioramento anche il dato sulla pressione fiscale, pari al 40%, in calo di 0,8 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

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