Inaugurata ieri l’esposizione nata da un progetto di Daniela d’Elia. Un ponte tra carcere e città fatto di fili, memorie e sogni di futuro.
Le mura del carcere si fanno permeabili attraverso il linguaggio dell’arte. Ha aperto ieri i battenti presso il Museo Civico di Foggia la mostra “Ritagli di libertà”, un intenso percorso creativo curato dall’artista Daniela d’Elia e realizzato all’interno della Casa Circondariale cittadina.
Il progetto, sostenuto dall’Inner Wheel Club Foggia C.A.R.F. e patrocinato dal Comune nell’ambito dei “100 giorni per la legalità”, ha visto un gruppo di donne detenute cimentarsi con l’arte tessile. Fili, tessuti e cuciture sono diventati strumenti per dar voce a desideri e memorie, trasformando il vissuto individuale in opere collettive capaci di narrare la tensione verso una vita diversa. Ad accompagnare questo viaggio, lo sguardo fotografico di Jean Patrick Sablot, che ha documentato con sensibilità le fasi del percorso emotivo e creativo.
L’arte come strumento di riscatto
All’inaugurazione del 15 aprile hanno partecipato i vertici dell’istituzione carceraria, tra cui il direttore Michele De Nichilo e il comandante Claudio Ronci, insieme all’assessore alla Legalità Giulio De Santis. L’iniziativa evidenzia come la cultura possa fungere da ponte sociale:
“‘Ritagli di libertà’ è molto più di una mostra – spiega l’ideatrice Daniela d’Elia – è un’esperienza capace di restituire dignità a storie spesso invisibili. Ogni opera è un gesto di ricostruzione, una tensione verso il domani. Il messaggio è chiaro: nessuno si salva da solo.”
L’esposizione resterà aperta al pubblico, con ingresso libero, fino a domenica 26 aprile. Si tratta di un’occasione preziosa per la comunità foggiana per riflettere sui temi dell’inclusione e della funzione rieducativa della pena attraverso la bellezza e la creatività.

