La stagione lirica della Scala si è aperta con un vero e proprio trionfo: Lady Macbeth del distretto di Mcensk ha conquistato il pubblico con più di undici minuti di applausi ininterrotti. Il direttore Riccardo Chailly e il regista Vasily Barkhatov sono stati salutati con ovazioni calorose, insieme a tutto il cast.
Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha definito la scelta “inusuale ma ormai classica”, sottolineando la straordinaria qualità della prova orchestrale. Entusiasta anche il sottosegretario Gianmarco Mazzi, che ha parlato di “una decisione audace rivelatasi vincente”, elogiando la direzione di Chailly e l’eccellenza musicale della compagnia.
Questa Prima segna anche un record economico per il teatro: incasso complessivo di 2,8 milioni di euro, superando il già altissimo risultato de La forza del destino dello scorso anno.
Un ritorno potente e contemporaneo
Sul podio per il suo ultimo 7 dicembre scaligero, Chailly ha guidato l’orchestra con precisione ed energia, restituendo tutta la forza della versione originale del 1934, quella che provocò l’ira di Stalin e segnò la vita artistica di Šostakovič. L’opera arriva alla Prima proprio nell’anno che ricorda il cinquantenario della sua morte.
Nel ruolo di Katerina, il soprano Sara Jakubiak ha offerto un’interpretazione intensa e feroce: “La mia Katerina è stata una tigre”, ha detto, emozionata per l’accoglienza del pubblico. Accanto a lei, un cast solido con Najmiddin Mavlyanov, Yevgeny Akimov e Alexander Roslavets.
La regia di Barkhatov ha collocato la storia in un’Unione Sovietica anni ’50 dura e rarefatta, fatta di violenza, desiderio e ironia cupa, ampliati da scenografie essenziali, costumi rigorosi e luci di grande impatto.
Liliana Segre protagonista nel palco reale
In un’edizione in cui la politica ha partecipato in numero ridotto, la figura di Liliana Segre ha dominato la scena istituzionale. Per il terzo anno consecutivo, la senatrice a vita ha occupato il posto solitamente riservato al Presidente della Repubblica, ricevendo un lungo applauso all’ingresso.
Il titolo scelto quest’anno — un’opera dura, segnata da scene di violenza e soprusi — ha attirato l’attenzione anche per i contenuti espliciti, tanto che il teatro ha aggiunto un avviso sui tablet dei sovratitoli.
Presenti nel palco reale il ministro Giuli, il presidente lombardo Attilio Fontana e il presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso. Nei palchi anche diversi sottosegretari e il sindaco Giuseppe Sala, che ha sottolineato come la Scala “continui a rafforzare il suo prestigio internazionale”.
Vip, eleganza e ricordi sul red carpet
Il foyer è stato animato da volti del cinema, della musica e della moda. Molti, in ricordo di Giorgio Armani, hanno indossato capi del grande stilista.
Tra i presenti, Pierfrancesco Favino con Anna Ferzetti, un emozionatissimo Mahmood — che ha raccontato di aver sempre sognato la Scala passando davanti a lavorare nei bar della zona — e Achille Lauro, più in veste di ascoltatore che di performer.
L’opera “maledetta” che torna alla gloria
Lady Macbeth del distretto di Mcensk debuttò nel 1934 con grande successo, ma due anni dopo venne condannata dalla Pravda come “caos invece di musica”, scomparendo per decenni dalle scene sovietiche. Sul palco della Scala mancava dal 2007: ora conquista finalmente il prestigioso appuntamento del 7 dicembre.
Proteste in piazza: contestazioni pro Palestina e dei lavoratori
Fuori dal teatro, come ogni anno, piazza Scala è stata teatro di manifestazioni. Da una parte il presidio dei lavoratori dello spettacolo organizzato dalla CGIL, che chiede tutele e dignità per un settore segnato da precarietà; dall’altra gruppi pro Palestina e attivisti di Cub, che hanno inscenato una performance satirica con una “Lady Mac Melon” ispirata alla premier Giorgia Meloni.
Al megafono, riferimenti alla guerra in Medio Oriente, alle condizioni di Milano e al costo dei biglietti della Prima. In collegamento telefonico è intervenuto anche Mohammad Hannoun, presidente dell’associazione palestinesi d’Italia, che ha esortato a proseguire la mobilitazione.

