A cinquant’anni dalla scomparsa di Pier Paolo Pasolini, la compagnia Virus Teatrali rende omaggio a uno degli intellettuali più radicali, scomodi e necessari del Novecento italiano con un progetto teatrale diffuso che attraversa quattro spazi scenici della Campania. L’iniziativa, curata e coordinata da Giovanni Meola, riporta al centro della scena gli Scritti Corsari, riletti oggi come Scritti (ancora) Corsari, a testimonianza di una lucidità critica che continua a interrogare il presente.
Dieci anni dopo la prima maratona di lettura realizzata il 2 novembre 2015 nel Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore a Napoli – in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli – Virus Teatrali ripropone i 25 articoli pubblicati da Pasolini tra il gennaio 1973 e il febbraio 1975 sulle principali testate giornalistiche italiane, tra cui il Corriere della Sera. Questa volta, però, la formula cambia: non più un unico luogo e un’unica lunga performance, ma un evento “diffuso”, capace di attraversare territori e pubblici diversi.
Il progetto si articolerà in quattro appuntamenti: il 23 dicembre al Teatro Madrearte di Villaricca (NA), il 27 dicembre al Teatro Smoda di Sant’Arpino (CE), il 28 dicembre al Teatro Rostocco di Acerra (NA) e il 29 dicembre nello spazio Ottosognante di Napoli. In ciascuna serata, con inizio alle 20:30, saranno proposte sei letture, ognuna affidata a un attore diverso. La venticinquesima lettura, affidata allo stesso Meola, accompagnerà simbolicamente tutte le tappe del percorso. L’ingresso è libero, con sottoscrizione volontaria.
Alla base del progetto c’è la volontà di restituire voce e forza a un pensiero che Pasolini pagò caro, fino alla perdita della vita. «Cinquant’anni dal suo cruento assassinio – dichiara Giovanni Meola – hanno lasciato questo Paese orfano di una voce inquietante, visionaria, difficilmente sostituibile per lucidità e acutezza di analisi». Una voce che non ha mai accettato l’omologazione e il conformismo, da lui individuati come vere e proprie malattie della società contemporanea.
Le parole degli Scritti Corsari continuano a colpire per la loro capacità di “pre-vedere” il presente: analisi urticanti, invettive, intuizioni e tenerezze che sembrano parlare direttamente all’oggi. «Leggendo quegli articoli – sottolinea Meola – si ha la sensazione che siano stati scritti pensando a noi, ai nostri tempi, a quello che ci sta accadendo tuttora».
Invitare attori “pensanti” a misurarsi con quelle parole diventa così un atto politico e culturale, oltre che teatrale: far risuonare ancora una volta la voce di Pasolini significa riaprire domande, generare dubbi, stimolare coscienze. Perché, come suggerisce questo omaggio diffuso, gli Scritti sono ancora Corsari. E oggi, forse più che mai, ne abbiamo bisogno.

