È stato firmato il Contratto collettivo nazionale integrativo definitivo che avvia l’assicurazione sanitaria integrativa per il personale della scuola, docenti e Ata. La misura introduce una copertura supplementare rispetto a quella attualmente garantita dall’Inail, limitata a infortuni e malattie professionali, colmando un vuoto che finora escludeva le spese sanitarie ordinarie e complementari.

La nuova assicurazione si basa sulle risorse previste dal decreto-legge 14 marzo 2025, n. 25, convertito in legge, che stanzia circa 65 milioni di euro annui per il periodo 2026-2029. Le prestazioni coperte saranno definite nel dettaglio nelle prossime settimane, ma le prime indicazioni parlano di due principali ambiti di intervento: i grandi interventi, che includono patologie gravi come quelle oncologiche e cardiologiche, con copertura anche per visite pre e post operatorie; e le prestazioni ad alta frequenza, come cure odontoiatriche di base, prevenzione oncologica, costi legati al parto, sussidi per la non autosufficienza e accertamenti diagnostici di prevenzione. Non si esclude un successivo ampliamento delle prestazioni.

La decorrenza della copertura non sarà automatica dal 1° gennaio 2026, come inizialmente previsto, ma coinciderà con la data di aggiudicazione del servizio assicurativo, a seguito di verifiche normative del ministero dell’Istruzione e del Merito.

L’assicurazione si applica al personale scolastico a tempo indeterminato e a quello a tempo determinato con incarico annuale o fino al termine delle attività didattiche. Per i lavoratori a tempo indeterminato l’adesione sarà automatica, ma richiederà una formale conferma individuale e resterà valida per l’intero quadriennio di riferimento, salvo cessazione dal servizio. Per i contratti a tempo determinato, invece, la copertura sarà limitata alla durata dell’incarico e dovrà essere confermata di volta in volta.

Tra i sindacati, Cisl, Snals, Anief e Gilda hanno sottoscritto l’accordo. Anief ha parlato di un primo riconoscimento importante per il personale scolastico, pur esprimendo preoccupazione per i tempi di attuazione e per il rischio di ritardi nella pubblicazione del bando. La Cgil non ha firmato il contratto, criticando l’insufficienza delle risorse rispetto alla platea coinvolta, la mancanza di chiarezza sulle prestazioni effettive e il carattere temporaneo del finanziamento, oltre all’utilizzo di fondi sottratti ad altre voci destinate alle scuole.

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