I numeri segnano una ripartenza ma il contesto racconta una sfida ancora aperta. Nel primo trimestre del 2026, Stellantis registra consegne stimate in circa 1,4 milioni di veicoli, in crescita del 12% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un dato che conferma un rafforzamento operativo del gruppo ma che va letto dentro un mercato globale sempre più competitivo e in rapido cambiamento.
Il termine “consegne”, come precisato dalla società, include i veicoli destinati alla rete, ai distributori o direttamente ai clienti finali e alle flotte. È quindi un indicatore chiave perché anticipa i ricavi e misura la reale capacità commerciale del gruppo.
Una crescita diffusa, ma con due motori principali
L’incremento registrato nel primo trimestre non è uniforme ma ha due pilastri chiari: il Nord America e l’Europa allargata. Sono queste le aree che stanno trainando il recupero.
In Nord America, le consegne crescono di circa 54 mila unità, pari a un +17% su base annua. Il risultato è legato a un rafforzamento dello slancio commerciale, sostenuto da modelli strategici come il Ram 1500 HEMI® V8, il rinnovato Jeep Grand Wagoneer e il nuovo Jeep Cherokee.
Un dato interessante riguarda proprio il Jeep Cherokee: il suo aumento produttivo, concentrato nello stabilimento di Toluca, ha inciso anche su altri modelli, come il Jeep Compass, che registra invece una flessione legata a questa riallocazione industriale. Un segnale chiaro di come oggi le scelte produttive siano sempre più interconnesse.
Europa: il peso dei nuovi modelli accessibili
Ancora più significativo il dato dell’Europa allargata, dove le consegne crescono di circa 69 mila unità (+12%). Qui il vero elemento di discontinuità è rappresentato dai nuovi modelli sviluppati su piattaforma Smart Car.
Marchi storici come Fiat, Opel (insieme a Vauxhall) e Citroën stanno beneficiando di una nuova generazione di veicoli più accessibili. Modelli come Citroën C3, C3 Aircross, Opel/Vauxhall Frontera e Fiat Grande Panda hanno registrato una crescita complessiva di circa 48 mila unità, pari a un aumento dell’85% su base annua.
È un dato che racconta molto più di una buona performance commerciale. Racconta un cambiamento nei comportamenti degli acquirenti europei, sempre più orientati verso auto:
- economicamente sostenibili;
- semplici da gestire;
- adatte a un uso urbano e quotidiano.
In questo scenario, il concetto di “auto aspirazionale” lascia spazio a quello di “auto funzionale”.
Il caso Leapmotor: elettrico accessibile e concorrenza globale
All’interno del mercato europeo emerge anche un altro elemento chiave: la crescita dei veicoli a marchio Leapmotor, che registrano un incremento di 22 mila unità, raggiungendo le 27 mila consegne. Il modello Leapmotor T03, in particolare, sta ottenendo risultati significativi, anche in Italia, nel segmento delle auto elettriche accessibili. È un passaggio cruciale, perché dimostra come la competizione nel settore non sia più solo interna ai grandi gruppi occidentali.
La pressione dei brand cinesi, sempre più presenti anche nei mercati europei, si gioca su tre leve:
- prezzo competitivo;
- tecnologia elettrica;
- rapidità di sviluppo.
Stellantis, come altri gruppi, è chiamata a rispondere su tutti questi fronti.
Medio Oriente e Africa: segnali positivi ma non uniformi
Anche in Medio Oriente e Africa si registra una crescita, con circa 11 mila unità in più (+11%). Il dato è trainato in particolare dalla Turchia, che da sola contribuisce con circa 12 mila unità aggiuntive.
Qui il miglioramento è legato a due fattori principali:
- normalizzazione delle scorte;
- introduzione dei nuovi modelli Smart Car.
Positivo anche il contributo dell’Algeria, grazie al progressivo aumento della produzione locale. Tuttavia, non mancano segnali di criticità: nei Paesi del Golfo le consegne crollano di oltre il 50%, fermandosi a circa 3 mila unità. Un dato che evidenzia quanto questi mercati restino instabili e sensibili a dinamiche economiche e geopolitiche.
Sud America: crescita moderata, ma leadership confermata
In Sud America, le consegne aumentano di circa 8 mila unità (+4%). Il Brasile si conferma il principale motore della regione, con una crescita di circa 17 mila veicoli (+11%), favorita da un contesto di mercato più favorevole. Diverso il quadro in Argentina, dove si registra una flessione di circa 8 mila unità (-19%), legata al calo del settore e alla crescente pressione dei nuovi operatori, in particolare cinesi.
Nonostante queste differenze, Stellantis mantiene la leadership regionale, sia nel complesso del mercato sudamericano sia nei suoi due Paesi principali, Brasile e Argentina. Un risultato che conferma la solidità della presenza industriale e commerciale del gruppo.
Un settore che cambia: meno prodotto, più strategia
Se i numeri del primo trimestre indicano un recupero, è il contesto a raccontare la vera sfida. Il mercato automotive globale sta cambiando lungo tre direttrici principali:
- Accessibilità economica
I clienti cercano soluzioni sostenibili nel lungo periodo, non solo nel prezzo iniziale. - Transizione elettrica
Non lineare e diversa da Paese a Paese, ma ormai inevitabile. - Concorrenza globale
Con nuovi attori, soprattutto asiatici, sempre più competitivi.
In questo scenario, la crescita di Stellantis non può essere letta come un punto di arrivo, ma come un passaggio in un percorso più ampio.
Conclusione
Il primo trimestre del 2026 segna un ritorno alla crescita per Stellantis, sostenuto da risultati positivi in quasi tutte le aree geografiche e da una rinnovata capacità commerciale ma il dato più interessante non è il +12%.
È il modo in cui questa crescita è stata costruita: attraverso nuovi modelli accessibili, una gestione più efficiente delle scorte e una presenza sempre più articolata nei diversi mercati. Perché oggi, nell’automotive, non basta produrre di più ma bisogna capire dove sta andando il mercato.
