Sabato 24 gennaio 2026 alle ore 21, l’auditorium TaTÀ di Taranto ospita la rilettura del classico di Anton Cechov, “Tre sorelle”, firmata dal progetto teatrale Muta Imago, tra le realtà di ricerca più innovative e premiate d’Italia. L’iniziativa rientra nella stagione «Periferie» del Crest, sostenuta dalla Regione Puglia.
Lo spettacolo, diretto da Claudia Sorace e dal drammaturgo e sound artist Riccardo Fazi, propone una visione esoterica e performativa del testo, in cui tre attrici – Federica Dordei, Monica Piseddu e Arianna Pozzoli – incarnano tre voci di uno stesso corpo, esplorando la memoria, la nostalgia e l’incessante lotta contro lo scorrere del tempo.
«A Mosca! A Mosca!», ripetono Olga, Masa e Irina, sospese tra un passato mitizzato e un futuro che non arriva mai, simbolo della tensione tra desiderio e impossibilità, così come nelle opere cechoviane, dove il presente spesso è assente e dominano fantasmi e rimpianti. Muta Imago trasforma questa dimensione in una performance visiva e sonora, un vero esercizio di metamorfosi che riflette sul senso della vita e sulla memoria.
La regia e la drammaturgia puntano su un impatto visivo e sensoriale potente: le scene sono curate da Paola Villani, le luci da Maria Elena Fusacchia, e le musiche originali da Lorenzo Tomio, creando un’esperienza immersiva che fonde teatro, performance e teatro musicale.
Il duo romano Sorace-Fazi, noto per la capacità di attraversare linguaggi diversi e sperimentare forme artistiche innovative, propone così un Cechov contemporaneo, capace di far riflettere sul rapporto tra essere umano, tempo e sentimento, trasformando le tre sorelle in icone di un’unica voce femminile che affronta dubbi, ricordi e desideri.
Uno spettacolo che invita il pubblico a chiedersi, insieme alle protagoniste, “Perché ricordare?”, in un percorso tra metamorfosi, memoria e nuovi futuri possibili.

