In Italia oltre un milione di studenti tra i 15 e i 19 anni è stato vittima di episodi di bullismo e cyberbullismo, soprattutto sul web. È il dato che emerge dalle attività di ascolto e intervento di Telefono Azzurro, diffuso in occasione della Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo, che rinnova l’attenzione su un fenomeno ancora largamente sommerso e in costante evoluzione.
Secondo i dati raccolti dall’associazione, nel corso del 2025 sono stati gestiti 181 casi di bullismo e 24 casi di cyberbullismo. Le segnalazioni riguardano in prevalenza attacchi alle caratteristiche fisiche, che rappresentano il 72,5% dei casi di bullismo e il 9% di quelli online. Seguono le motivazioni di tipo culturale (12% nel bullismo e 2% nel cyberbullismo) e quelle legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere (3,5% e 1%).
Il peso delle parole e la violenza “normalizzata”
Le dinamiche di prevaricazione tra adolescenti si manifestano spesso attraverso un linguaggio aggressivo, derisorio o ambiguo, che viene minimizzato come “scherzo”. Un confine sottile che può trasformarsi rapidamente in violenza psicologica. È quanto emerge anche dalle storie raccolte dagli operatori di Telefono Azzurro, come quella di Maria, 17 anni, che racconta di sentirsi umiliata e confusa dai comportamenti dei compagni di classe, tra prese in giro e gesti che oscillano tra la confidenza e l’aggressione.
Grazie al supporto del servizio, Maria riesce a trovare uno spazio di ascolto e a coinvolgere un adulto di riferimento all’interno della scuola, riscoprendo risorse personali e strumenti di tutela. Un esempio di come l’intervento tempestivo possa interrompere l’isolamento e favorire percorsi di protezione.
Un fenomeno sommerso
Telefono Azzurro sottolinea come molti episodi non vengano denunciati. Paura, vergogna, senso di colpa e sfiducia negli adulti continuano a essere barriere forti alla richiesta di aiuto, soprattutto quando le violenze avvengono online. Il web, infatti, amplifica l’impatto degli attacchi, rendendoli continui, difficili da fermare e potenzialmente visibili a un pubblico molto ampio.
Lo scenario nazionale e internazionale
Il quadro è confermato anche dai dati ufficiali. Secondo ISTAT, nel 2023 il 68,5% dei ragazzi tra 11 e 19 anni ha dichiarato di aver subito, nei 12 mesi precedenti, episodi offensivi o aggressivi, sia online che offline. Preoccupa in particolare il trasferimento del fenomeno sul web: circa il 34% degli adolescenti italiani riferisce di aver subito molestie o atti vessatori online.
A livello europeo, i dati dell’OMS indicano che 1 adolescente su 6 è vittima di cyberbullismo, mentre a livello globale cresce anche il numero di chi ammette di aver messo in atto comportamenti aggressivi online, con un aumento significativo rispetto al 2018.
Prevenzione e rete istituzionale
Per contrastare un fenomeno così complesso, Telefono Azzurro ribadisce la necessità di una rete coordinata tra Terzo settore, istituzioni pubbliche e aziende tecnologiche. In questa direzione si inseriscono i protocolli d’intesa siglati con il Ministero dell’Istruzione e del Merito e con il Ministero della Difesa, finalizzati a rafforzare prevenzione, educazione digitale e sistemi di protezione per bambini e adolescenti.
L’obiettivo resta chiaro: rompere il silenzio, promuovere una cultura del rispetto e garantire ai più giovani strumenti concreti per difendersi, chiedere aiuto e non sentirsi mai soli.

