Il paesaggio della Divina Commedia non è solo un fondale statico, ma un protagonista vivo, capace di riflettere le passioni, le paure e le speranze delle anime che lo attraversano. Di questa “natura parlante” si discuterà mercoledì 18 marzo 2026, dalle ore 18:00, presso il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino.
L’occasione è la presentazione del volume “La Divina natura. Rappresentazioni del paesaggio nella Divina Commedia” (Libreriauniversitaria.it, 2025), un’opera che propone nuove chiavi di lettura sul rapporto tra il Sommo Poeta e il mondo naturale.
Un dialogo tra Scienza e Letteratura
La forza di questo incontro risiede nella varietà degli sguardi che si poseranno sul testo dantesco. Tra insetti, piante e simboli cosmici, il paesaggio verrà decodificato non solo come artificio letterario, ma come elemento organico.
Interverranno all’evento:
- Federica Maria Giallombardo: Curatrice del libro e dottoranda in Filologia Dantesca presso l’Università eCampus, esperta di iconografia medievale.
- Fulvio Giachino: Coautore del volume ed entomologo, che offrirà una prospettiva scientifica inedita sulle presenze animali nel poema.
- Professor Ciro Perna: Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, curatore della collana Limina.
- Professoressa Elisabetta Tonello: Università degli Studi di Salerno, curatrice della collana Limina.
I Temi: Oltre la siepe dell’Inferno
Durante la conferenza verranno letti e commentati passi scelti, svelando come Dante utilizzi gli elementi naturali per costruire un’architettura simbolica complessa.
Iconografia e Visione: Il legame tra la parola scritta e la rappresentazione visiva della natura nel Medioevo e nel Rinascimento.
L’Entomologia dantesca: Come api, formiche e farfalle diventano metafore morali e teologiche.
Botanica e Paesaggio: Dalla “selva oscura” al “divino fresta” del Purgatorio, la vegetazione come specchio dell’anima.

