Giovedì 19 marzo 2026, il Teatro Eduardo De Filippo inaugura la stagione sperimentale con “Pluto o il dono della fine del mondo”. Una riflessione tagliente e paradossale sulla ricchezza, il lavoro e la crisi delle ideologie contemporanee.

Il sipario del Teatro Eduardo De Filippo, sotto la direzione di Roberta Stravino, si alza su “Tracce dinamiche”, rassegna dedicata all’innovazione teatrale sostenuta dal Ministero della Cultura. Il primo appuntamento, previsto per giovedì 19 marzo alle ore 21:00, vede protagonista la compagnia Gruppo della Creta con un’opera che rilegge il mito classico in chiave moderna e provocatoria.

Lo spettacolo: la giustizia secondo Aristofane

“Pluto o il dono della fine del mondo”, scritto da Anton Giulio Calenda e diretto da Alessandro Di Murro, prende le mosse dall’ultima commedia di Aristofane. La trama ruota attorno a un paradosso economico e sociale:

  • Il rapimento del Dio: Cremilo, un contadino onesto ma povero, decide di rapire e curare la cecità di Pluto, il dio della ricchezza, affinché smetta di premiare i malvagi e inizi a distribuire denaro solo ai giusti.
  • L’utopia del benessere: Una volta che tutti diventano ricchi, la società si trova davanti a un dilemma: se il denaro è per tutti, chi vorrà più lavorare o dedicarsi ai mestieri più umili?
  • L’antagonista: In scena irrompe Povertà, che difende il proprio ruolo sociale sostenendo che una ricchezza indiscriminata porterebbe solo alla paralisi e al caos.

Una satira tra Capitalismo e Comunismo

La messa in scena di Di Murro trasforma l’opera originale in un campo di battaglia ideologico. Se da un lato la distribuzione equa dei beni richiama ideali comunisti e dall’altro la necessità dello sforzo individuale ammicca alle logiche capitaliste, la compagnia sceglie la via dell’ambiguità politica.

«Ci siamo riconosciuti nella capacità di Aristofane di non schierarsi con nessuno, ma di attaccare sempre tutti, amici e nemici», spiegano le note di regia. L’obiettivo è mostrare la crisi irreversibile delle grandi visioni del mondo, lasciando il pubblico a riflettere sulla fragilità dei sistemi economici attuali.

Cast e Team Creativo

In scena un quartetto di interpreti affiatati: Matteo Baronchelli, Alessio Esposito, Amedeo Monda e Laura Pannia. Le musiche originali, eseguite dal vivo da Amedeo Monda, e le luci di Matteo Ziglio contribuiscono a creare un’atmosfera sospesa tra il mito antico e il presente distopico.

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