Prosegue ad Arzano la rassegna di teatro d’innovazione “Tracce dinamiche”, ospitata al Teatro Eduardo De Filippo e diretta da Roberta Stravino. La manifestazione, con la direzione artistica di Ettore Nigro e la collaborazione di Piccola Città Teatro, è riconosciuta dal Ministero della Cultura.
Mercoledì 4 marzo alle ore 21 va in scena “Rosaura alle dieci”, tratto dal celebre romanzo di Marco Denevi.
Lo spettacolo porta la firma di Stefano Angelucci Marino (ideazione, adattamento, regia e interpretazione) e Rossella Gesini (interpretazione). Le maschere sono di Brat Teatro, burattini e mascheroni di Brina Babini, costumi e scenografia di Vize Ruffo, luci e suono di Vittoria Coletti e Mattia Lattanzi. L’organizzazione è curata da Florencia Galano e Agustin Rodriguez, con coproduzione di Teatro del Sangro e Green Factory.
Un noir visionario tra maschere e memoria migrante
Pubblicato nel 1955 con il titolo originale Rosaura a las diez, il romanzo di Denevi è un giallo psicologico costruito su cinque punti di vista: ciascun personaggio racconta la stessa vicenda, componendo un mosaico ambiguo dove verità e menzogna si intrecciano.
La storia è ambientata a Buenos Aires durante gli ultimi anni del regime di Juan Domingo Perón, in un clima di tensione sociale tra aristocrazia decadente e populismo emergente, che avrebbe poi condotto alla Revolución Libertadora del 1955.
L’adattamento teatrale italiano – mai portato prima sui palcoscenici nazionali – utilizza cinque maschere antropomorfe, burattini, mascheroni e ombre, ispirati ai murales e ai “bamboloni” del quartiere della Boca, simbolo dell’identità italo-argentina.
Angelucci Marino e Gesini proseguono così un percorso artistico dedicato alla narrazione dell’emigrazione italiana, evitando retorica e stereotipi, per raccontare identità sospese tra lingua, cultura e memoria.
I personaggi e la società porteña
Il cast rappresenta un campionario della Buenos Aires della prima metà del Novecento:
- Doña Milagros, esponente della borghesia acclimatata;
- Marta Correa, giovane donna delle province attratta dalle promesse sociali del peronismo;
- David Réguel, intellettuale in cerca di riconoscimento;
- Camilo Canegato, figura fragile e kafkiana, intrappolata in un universo interiore fatto di fantasie e solitudine.
Tutti mentono. Tutti dicono la verità. Ed è proprio in questa ambiguità che si gioca la tensione narrativa dell’opera.
Wine Experience prima dello spettacolo
Per la serata del 4 marzo è prevista anche una Wine Experience alle ore 20: degustazione di Montepulciano d’Abruzzo accompagnata dal racconto di un sommelier, per approfondire le radici territoriali della compagnia e favorire un momento di condivisione con il pubblico.
Chi era Marco Denevi
Marco Denevi (Buenos Aires, 1922–1998) è stato uno degli autori più originali della narrativa argentina del Novecento. Dopo l’esordio con Rosaura a las diez (1955), pubblicò opere come Ceremonia secreta (1960), da cui fu tratto nel 1968 un film diretto da Joseph Losey, e numerosi romanzi e testi teatrali segnati dai temi della dualità e dell’imprevedibilità del reale.

