Dal 16 al 21 dicembre il Trianon Viviani – Teatro della Canzone Napoletana vive una settimana intensa e ricca di suggestioni, che accompagna il pubblico verso il Natale intrecciando danza contemporanea, tradizione popolare e grande teatro. La seconda settimana di dicembre della Stagione Appassiunata 25|26 propone, infatti, la conclusione della rassegna TrianonDanza e il ritorno di uno degli appuntamenti più amati dal pubblico partenopeo: la Cantata dei Pastori con Peppe Barra.
La chiusura di TrianonDanza
La neorassegna dedicata ai “nuovi linguaggi del corpo e della danza contemporanea” si avvia alla conclusione con tre titoli che esplorano identità, spiritualità e libertà espressiva.
Si comincia martedì 16 dicembre alle ore 20 con Dianara, spettacolo ideato e coreografato da Marcella Martusciello. Ispirata alla figura della sacerdotessa della dea Diana e alla Janara del folklore campano, la performance è un viaggio nella femminilità ancestrale, nella connessione profonda tra corpo, natura e spiritualità. Voci narranti e cantate, movimenti coreografici e paesaggi sonori si fondono in un rito contemporaneo che rende omaggio alle madri e alle antenate, in un dialogo tra memoria e presente.
Mercoledì 17 dicembre, sempre alle 20, vanno in scena due lavori in sequenza, entrambi con le coreografie di Fernando Suels Mendoza e la direzione artistica di Annamaria di Maio.
Il primo, Scintilla tra le ombre, è un assolo intenso e simbolico che racconta l’incontro tra il viandante e il guerriero: due anime che, tra dubbi e immobilità, trovano la forza di fondersi in un’unica identità risoluta grazie a una scintilla interiore.
A seguire, StraVaganza, una dichiarazione poetica e politica sul “diritto alla stravaganza”, che celebra l’unicità individuale e la libertà di essere se stessi, opponendosi a ogni forma di omologazione.
Il Natale secondo Peppe Barra
Da venerdì 19 dicembre torna al Trianon Viviani il tradizionale appuntamento natalizio con Peppe Barra e la sua Cantata dei Pastori. Per la nascita del Verbo umanato, in scena il venerdì e il sabato alle 21 e la domenica alle 18. Accanto a Barra, nel ruolo di Razzullo, c’è Lalla Esposito nei panni di Sarchiapone, sotto la regia di Lamberto Lambertini.
Tratta dall’opera seicentesca di Andrea Perrucci, la Cantata è un capolavoro del teatro popolare napoletano, capace di fondere sacro e profano, comicità e spiritualità. Tra Pastori, Diavoli e Arcangeli, la vicenda accompagna lo spettatore fino alla nascita del Redentore, in un racconto che, da oltre tre secoli, continua a rinnovarsi senza perdere la sua forza simbolica e il suo calore umano.
Mostra e informazioni
Prosegue intanto, fino a domenica 11 gennaio, la mostra iconografica “Scarpetta dopo Scarpetta. Un secolo di ritorni e avventure sulle scene”, allestita in occasione del centenario della morte di Eduardo Scarpetta, che inaugurò il teatro nel 1911. L’esposizione, a ingresso libero, è curata da Francesco Cotticelli, Pino Miraglia e Gianni Pinto.

