Il turismo italiano apre il 2026 con dati positivi. Nel primo trimestre dell’anno, secondo la nota statistica diffusa dall’Istat, sono stati registrati 23 milioni di arrivi e 71,6 milioni di presenze turistiche, con un aumento rispettivamente del 4,2% e del 7,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

A sostenere la crescita sono soprattutto i turisti stranieri, le cui presenze aumentano del 12,3% e rappresentano il 54,6% del totale. Un dato che conferma il peso sempre più rilevante del turismo internazionale per il comparto ricettivo italiano.

Le presenze risultano in aumento in tutti i mesi del trimestre. Gli incrementi più consistenti si registrano a febbraio e marzo: per i turisti italiani la crescita è stata del 3,4% a febbraio e del 2,7% a marzo, mentre per gli stranieri gli aumenti sono stati rispettivamente dell’11,3% e del 17,4%.

La crescita interessa sia gli alberghi sia le strutture extra-alberghiere, ma con ritmi diversi. Gli esercizi alberghieri segnano un aumento più contenuto delle presenze, pari al 3,9%, con 16 milioni di arrivi e 46,3 milioni di presenze. Più marcato l’incremento nel comparto extra-alberghiero, che registra un +14,7%, con oltre 6,9 milioni di arrivi e 25,3 milioni di presenze, considerando anche case e appartamenti affittati per brevi periodi a finalità turistica.

Anche sul fronte degli arrivi, il contributo più importante arriva dalla componente straniera, in crescita del 10,2%. Gli arrivi dei residenti, invece, mostrano una lieve flessione, pari al -0,8%, legata soprattutto al calo registrato nel comparto alberghiero.

Nel dettaglio, negli esercizi extra-alberghieri crescono sia i clienti italiani, con un aumento del 6,5%, sia soprattutto quelli stranieri, che segnano un +21,5%. Negli alberghi, invece, la componente domestica resta sostanzialmente stabile, con un +0,2%, mentre la clientela straniera cresce del 7,5%.

La permanenza media nelle strutture ricettive si attesta a 3,12 notti, un valore sostanzialmente stabile rispetto al 2025. Gli stranieri si fermano mediamente più a lungo, con 3,53 notti, rispetto ai turisti italiani, che registrano una permanenza media di 2,74 notti.

Soddisfazione è stata espressa dal ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, che ha sottolineato come i dati confermino il ruolo internazionale dell’Italia e la crescita dei flussi anche nei mesi tradizionalmente meno centrali per il settore. Secondo il ministro, febbraio e marzo indicano una tendenza verso un turismo sempre più distribuito lungo tutto l’anno.

Il quadro resta quindi positivo per il comparto, anche se i prossimi mesi saranno da osservare con attenzione alla luce delle possibili criticità legate ai prezzi, al contesto internazionale e alle dinamiche sanitarie. Il primo trimestre, intanto, conferma la capacità dell’Italia di attrarre visitatori e di rafforzare la propria offerta turistica anche fuori dall’alta stagione.

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