Il 21 novembre alle ore 12, in occasione della Giornata Internazionale dell’Albero, l’associazione weTree e Tangram Teatro donano alla Città di Torino un tiglio dedicato a Laura Salvetti Firpo, figura centrale della cultura torinese, scomparsa di recente.

La cerimonia di messa a dimora si terrà presso il Giardino Firpo di corso Dante 31, alla presenza di Francesco Tresso, assessore al Verde pubblico della Città di Torino.

Questa donazione rappresenta l’ultima tappa di una collaborazione feconda fra weTree e Tangram Teatro, un’alleanza nata dalla comune sensibilità verso le tematiche della sostenibilità ambientale e della cura del territorio. Due realtà attive in ambiti diversi, ma unite dal desiderio di promuovere responsabilità condivise e “buone pratiche” attraverso progetti culturali e azioni concrete.

Il valore di un gesto

Anche quest’anno weTree ha calcolato l’impatto ambientale del Festival Teatro & Letteratura 2025, organizzato da Tangram Teatro in Alta Val Susa e in Val Chisone (tra il Forte di Fenestrelle e il Forte di Exilles), quantificando le emissioni di CO₂ generate dagli spostamenti del personale tecnico e artistico.

Come gesto di restituzione, Tangram Teatro ha avviato la procedura per la donazione del tiglio che verrà piantato nei Giardini Firpo e intitolato a Laura Salvetti Firpo, la cui figura ha lasciato un segno profondo nella vita culturale della città.

Intitolare un albero alla sua memoria significa radicare nel territorio il ricordo di una donna che ha saputo fare della cultura un impegno civile, una ricerca costante e una forma di dialogo con la comunità torinese.

Chi era Laura Salvetti Firpo

La vita e il lavoro di Laura Salvetti Firpo raccontano un intreccio straordinario tra ricerca, divulgazione, teatro e impegno civile.
Formatasi a Roma, conobbe il marito Luigi Firpo, uno dei più autorevoli storici delle dottrine politiche del Novecento. La loro collaborazione culturale produsse studi fondamentali su Tommaso Campanella e altri pensatori eretici e utopisti, restituendo voce a figure marginalizzate dalla storiografia tradizionale.

Alla morte di Luigi Firpo, Laura ne raccolse l’eredità più preziosa: la memoria culturale. Fondò infatti la Fondazione Luigi Firpo, trasformandola in un centro pulsante di ricerca e in una biblioteca d’eccellenza, arricchita da oltre 40.000 volumi da lei donati, molti dei quali rari o introvabili.

Ma il suo contributo non si limitò alla conservazione. Fu creatrice, ideatrice, provocatrice intellettuale.
Tra i suoi progetti più noti vi furono i “Processi a teatro”, realizzati insieme a Gian Carlo Caselli e Marco Travaglio, che trasformarono il Teatro Carignano in un palcoscenico civile dove la storia italiana veniva “processata” da magistrati, giornalisti, storici e attori come Bruno Maria Ferraro, Gloria Liberati, Bruno Gambarotta e Pif. Un esperimento unico, capace di avvicinare migliaia di spettatori ai grandi nodi etici e politici del Paese, usando il teatro come strumento di comprensione collettiva.

Dal 2002 al 2008 fece parte del Consiglio di Amministrazione del Teatro Stabile di Torino, offrendo il suo rigore e la sua passione alla vita istituzionale della città.
Fu inoltre anima dell’associazione Il Libro Ritrovato, impegnata nel recupero di testi dimenticati e fuori catalogo.

La sua scomparsa ha lasciato un vuoto che pesa, ma la sua eredità continua nei libri, negli archivi e nei palcoscenici che ha contribuito ad animare.

Radicare la memoria

La piantumazione del tiglio dedicato a Laura Salvetti Firpo non è solo un gesto simbolico: è un modo concreto per intrecciare memoria, cultura e ambiente. Un invito a riconoscere il valore delle persone che hanno reso più ricco il tessuto civile della città e un monito a prendersi cura del territorio, proprio come lei si è presa cura della cultura.

In un tempo in cui la sostenibilità e il rispetto degli ecosistemi sono temi centrali, il tiglio che cresce nei Giardini Firpo diventa un segno tangibile di continuità e di gratitudine. Un albero che, come le idee e le opere di Laura Salvetti Firpo, è destinato a mettere radici profonde e a proiettarsi nel futuro.

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