Woody Allen, nato Allen Stewart Konigsberg nel quartiere di Flatbush a Brooklyn il 30 novembre 1935, taglia oggi il traguardo dei 90 anni. Figlio di una famiglia ebraica di origini ungheresi, è diventato negli anni un simbolo indiscusso della cultura cinematografica internazionale. Per oltre sei decenni ha raccontato nevrosi, amori imperfetti e piccole fragilità quotidiane con un umorismo inconfondibile che ha fatto scuola.
Un autore prolifico e in continua evoluzione
La sua carriera è una delle più vaste del cinema contemporaneo: più di 55 film diretti, tre Oscar vinti e diciotto candidature complessive. Dopo aver iniziato come autore radiofonico e televisivo, Allen debutta sul grande schermo come attore nel 1965 con What’s New Pussycat?, tratto da un suo soggetto. Quattro anni più tardi firma la regia del suo primo film, Prendi i soldi e scappa, aprendo la strada a una produzione che non ha mai rallentato.
La consacrazione definitiva arriva alla fine degli anni ’70. Nel 1977 (Io e Annie) Allen vince quattro Oscar, compresi quelli per la regia e la sceneggiatura, grazie alla brillante alchimia con Diane Keaton, compagna nella vita e interprete del ruolo che l’ha resa iconica. Solo un anno dopo, Manhattan diventa una lettera d’amore alla sua città, illuminata da jazz, bianco e nero e personaggi tormentati.
Da allora, il ritmo di lavoro di Allen non si è quasi mai interrotto: una filmografia che oscilla fra commedia, dramma e sperimentazione stilistica, con titoli come Interiors, Zelig, La rosa purpurea del Cairo, Hannah e le sue sorelle, fino ai successi più recenti come Match Point, Midnight in Paris e Blue Jasmine.
Tra arte, scandali e radici europee
La carriera dell’autore newyorkese è stata affiancata da polemiche e fragilità personali. Il conflitto con Mia Farrow e le accuse relative alla figlia Dylan – sempre respinte da Allen e mai confermate in tribunale – hanno segnato profondamente la sua immagine pubblica, pur senza arrestarne la creatività.
Oltre al cinema, Allen non ha mai abbandonato la scrittura né la musica: continua a suonare il clarinetto con la sua storica jazz band e ha pubblicato romanzi e memorie, tra cui la recente autobiografia.
L’Europa ha sempre avuto un ruolo speciale nella sua carriera. Non solo per film girati a Londra, Parigi, Barcellona o Roma, ma anche per i legami personali: nel 1997 sposò Soon-Yi Previn proprio a Venezia.
Lo sguardo verso un nuovo set
Nonostante l’età e un’eredità artistica già monumentale, Woody Allen non sembra intenzionato a fermarsi. È già in preparazione un nuovo progetto cinematografico che lo porterà a lavorare di nuovo in Spagna, confermando che la sua inesauribile voglia di raccontare storie è ancora viva.

