Il 25 e 26 aprile una parata di imbarcazioni storiche e figuranti in abiti d’epoca celebra il centenario del debutto dell’opera incompiuta. Concerti al tramonto e conferenze nel cuore della Versilia.
Le acque care a Giacomo Puccini si preparano a celebrare un anniversario leggendario. In occasione dei cento anni dalla prima rappresentazione di Turandot, andata in scena alla Scala di Milano il 25 aprile 1926, il Circolo Velico Torre del Lago Puccini ha organizzato il terzo raduno “Le Vele Classiche di Puccini”. Il weekend del 25 e 26 aprile vedrà scivolare sul lago di Massaciuccoli derive storiche e barche a vela d’epoca, in un tributo visivo e sonoro al Maestro e alla sua opera incompiuta.
L’evento non sarà solo una competizione velica, ma una vera e propria rievocazione storica. Il programma prevede due grandi veleggiate che trasformeranno lo specchio d’acqua in un palcoscenico a cielo aperto. I visitatori potranno ammirare le imbarcazioni esposte al pubblico e assistere a una sfilata suggestiva arricchita dalla presenza di figuranti in abiti d’epoca, pronti a ricreare l’atmosfera dei ruggenti anni Venti.
Oltre alle attività nautiche, il raduno offrirà momenti di approfondimento culturale e intrattenimento:
- Musica e Cultura: Un concerto al tramonto nel porticciolo e una conferenza dedicata alla genesi e ai segreti di Turandot.
- Memoria Storica: Visite guidate alla Villa di Puccini per riscoprire i luoghi dove il compositore cercava l’ispirazione.
- Premi e Trofei: La sfida tra i regatanti si concluderà con l’assegnazione del trofeo “La fanciulla di Puccini”, del Premio Glamour e del riconoscimento speciale dell’Asdec (Associazione Scafi d’Epoca e Classici).
La manifestazione si conferma un appuntamento unico nel suo genere, capace di unire la passione per la marineria tradizionale alla grande tradizione operistica italiana. La sera del sabato sarà dedicata alla convivialità tra gli equipaggi, simbolo di una comunità che, a distanza di un secolo, continua a vedere nel lago di Massaciuccoli il cuore pulsante dell’eredità pucciniana.

