Finalmente prende forma un progetto atteso da decenni: sabato 24 febbraio 2026 apre al pubblico il nuovo Museo dei Relitti Greci a Gela, nell’area di Bosco Littorio. Al centro dell’allestimento c’è la Nave arcaica, reperto unico datato tra il VI e il V secolo a.C., recuperato nei fondali marini di contrada Bulala e ora pronto per essere esposto stabilmente dopo anni di intenso lavoro archeologico e restaurativo.
La nave, nota come Relitto Gela I, venne scoperta nel 1988 a pochi metri dalla costa e recuperata tra il 2003 e il 2008, mostrando una struttura lignea eccezionalmente conservata e consentendo di ricostruire le tecniche costruttive della navigazione greca antica. Nel museo troveranno posto anche altri reperti ritrovati nei fondali, con installazioni che raccontano il vivace passato marittimo della città gelese e la sua centralità nel Mediterraneo antico.
Il nuovo museo sorge in una struttura completata dopo oltre cinque anni di lavori, che punta a diventare un punto di riferimento culturale e turistico per la Sicilia. L’istituzione si inserisce in una rete di poli archeologici dell’Isola, collegandosi idealmente alle collezioni di Lipari e di Lilibeo a Marsala e al futuro Museo della Navigazione di Palermo.
Per il Comune di Gela, questo spazio rappresenta “un gioiello” e un’opportunità di rilancio per il territorio, con il potenziale di attrarre visitatori da tutta Italia e dall’estero, rilanciando l’economia locale al di là delle tradizionali vocazioni industriali. Il sindaco Terenziano Di Stefano e l’assessore al turismo Romina Morselli hanno sottolineato l’importanza dell’inaugurazione come momento di riscoperta dell’identità storica della città.
Il percorso espositivo prende il via a partire dal 24 febbraio, con la nave arcaica come pezzo forte e le altre scoperte subacquee che raccontano secoli di storia navale mediterranea. Sono già in corso i trattamenti preliminari di un secondo relitto, destinato a futura esposizione, mentre la comunità scientifica e i cittadini guardano con entusiasmo all’apertura del museo e ai possibili sviluppi culturali e turistici che ne conseguiranno.

