Si chiude un’era per il giornalismo italiano. Dopo mesi di trattative serrate, smentite e proteste sindacali, il Gruppo GEDI ha ufficialmente cambiato proprietà. Exor, la holding di John Elkann, ha completato oggi, 23 marzo 2026, la vendita dell’intero pacchetto azionario al Gruppo Antenna, conglomerato mediatico greco con forti interessi internazionali.
L’operazione segna l’uscita della famiglia Agnelli-Elkann dal settore dell’informazione quotidiana generalista, dopo anni segnati da cali di vendite e tensioni con le redazioni.
I nuovi padroni: chi è il Gruppo Antenna?
Fondato dalla famiglia Kyriakou, Antenna è un gigante dei media già presente in Europa dell’Est, Australia e Stati Uniti. Guidato oggi da Theodore Kyriakou, il gruppo è specializzato in:
- Televisione e Radio: gestisce 37 canali e importanti emittenti radiofoniche;
- Digital e Social: ha una forte propensione per l’innovazione tecnologica e i servizi di streaming;
- Scuola di Giornalismo: gestisce accademie per professionisti dei media.
Tuttavia, gli osservatori sottolineano la scarsa esperienza del gruppo nel settore della carta stampata, sollevando interrogativi sul futuro di testate storiche come Repubblica.
Lo spacchettamento: Repubblica ad Antenna, La Stampa a SAE
L’accordo non prevede un futuro comune per i due grandi quotidiani nazionali:
- Repubblica, HuffPost e le Radio (Deejay, Capital, m2o): passano sotto il controllo diretto di Antenna, che nominerà a breve il nuovo management;
- La Stampa: come previsto dagli accordi di inizio marzo, il quotidiano torinese verrà ceduto separatamente al Gruppo SAE, operazione che mira a radicare il giornale in una dimensione più territoriale e industriale.
Le ombre della trattativa: politica e finanza
Il passaggio di proprietà avviene tra le polemiche. Le redazioni sono state protagoniste di scioperi e manifestazioni (l’ultima lo scorso gennaio) per denunciare il rischio di uno svuotamento della linea editoriale.
Inoltre, il profilo di Theodore Kyriakou aggiunge complessità allo scenario: l’imprenditore vanta rapporti stretti con leader internazionali, tra cui Donald Trump e i vertici dell’Arabia Saudita (il cui fondo sovrano detiene quote in alcune società del gruppo).
Cosa cambia per i lettori?
Al momento i termini economici dell’accordo restano riservati, ma la sfida per Antenna sarà enorme: rilanciare testate in crisi di identità e vendite in un mercato editoriale sempre più digitale e frammentato.

