La morosità degli inquilini resta una delle principali preoccupazioni per chi possiede immobili in affitto. La recente proposta di legge al Senato per accelerare gli sfratti ha riacceso il dibattito, ma esistono strumenti assicurativi concreti per ridurre i rischi.
Quando scatta la morosità
Un inquilino è considerato moroso se non paga il canone o le spese accessorie entro i termini contrattuali, solitamente 20 giorni dalla scadenza. Le conseguenze spesso implicano contenziosi legali, con spese a carico del proprietario.
Polizze “affitto sicuro”
Queste assicurazioni rimborsano le mensilità non pagate, coprendo di solito da 6 a 12 mesi, e includono spesso tutela legale per affrontare lo sfratto.
Altre garanzie disponibili
Oltre al rimborso, alcune polizze proteggono dai danni all’immobile o dai periodi di sfitto. La sottoscrizione da parte dell’inquilino può aumentare la sicurezza economica del proprietario. Le compagnie verificano la solvibilità dell’inquilino, offrendo così un “bollino di affidabilità”.
Fideiussione assicurativa
Si tratta di una garanzia sul deposito e sugli obblighi contrattuali, che permette di ottenere le somme dovute direttamente dalla compagnia, riducendo tempi e incertezze.
Esempio pratico
Per il canone concordato, alcune polizze offrono una copertura base fino a 6 mesi e 12.000 euro, o una versione plus fino a 12 mesi e 24.000 euro, con assistenza legale fino a 2.500 euro.
In un mercato immobiliare sempre più complesso, polizze e fideiussioni rappresentano strumenti essenziali per tutelare le entrate e gestire con tranquillità le locazioni.

