Dal 10 al 12 aprile a Napoli va in scena una giostra grottesca sull’identità e il lutto. Due uomini interpretano le donne del defunto Vittorio in una messinscena tra ironia e misticismo.
Il teatro dell’assurdo fa tappa a Fuorigrotta. Dal 10 al 12 aprile, il Teatro Serra ospita “Les confidences entre Julie et la madame”, una satira pungente liberamente ispirata a “Le défunt” di René de Obaldia. La produzione, firmata “Il nudo dell’anima”, porta sul palco un dialogo impossibile tra due figure femminili, interpretate con un twist ironico da due attori uomini.
Sotto la regia di Davide Rossetti, lo spettacolo esplora i confini tra vita e morte attraverso il filtro della follia e del paradosso, trasformando il dolore in una mascherata grottesca e ossessiva.
La trama ruota attorno all’incontro tra Julie e Madame de Grampon, rispettivamente moglie e amante del defunto Vittorio. Quello che inizia come un confronto tra ricordi morbosi si trasforma rapidamente in un delirio poetico:
- La rivelazione: L’amante scopre dalla moglie i vizi e le nefandezze finora ignote del suo amato.
- La ripetizione: Le due donne si danno appuntamento giorno dopo giorno per ripetere lo stesso rito, in un gioco di compiacimento del dolore.
- Il ribaltamento di genere: La scelta di affidare i ruoli a Salvatore Amabile e Antonio Musella non vuole richiamare il mondo delle drag queens, ma — come spiega il regista — permettere a due uomini di cimentarsi con autoironia in una dimensione psicologica differente, accentuando i toni tragicomici della narrazione.
Il colpo di scena finale mette in discussione la stessa identità delle protagoniste e il senso della loro interazione. Lo spettacolo riflette sulla vacuità del linguaggio polemico contemporaneo, fatto di parole spesso svuotate di senso, cercando una riconciliazione simbolica tra la realtà e l’ignoto attraverso danze mistiche di terre lontane.
Un appuntamento imperdibile per chi cerca un teatro capace di scardinare le certezze, ridendo delle contraddizioni umane proprio quando queste si fanno più oscure.

