Da martedì 26 a domenica 31 maggio, il nuovo spettacolo dell’artista bolognese porta in scena parole, visioni e neologismi in un viaggio teatrale tra comicità, pensiero e reinvenzione della realtà.
Al Teatro Elfo Puccini di Milano arriva Alessandro Bergonzoni con il suo nuovo spettacolo “Arrivano i Dunque (Avannotti, sole Blu e la storia della giovane Saracinesca)”, in scena da martedì 26 a domenica 31 maggio 2026.
Dopo il lungo percorso teatrale di “Trascendi e Sali”, Bergonzoni torna sul palco con un lavoro scritto e interpretato da lui stesso, con la regia firmata insieme a Riccardo Rodolfi. Le scene sono curate dallo stesso Bergonzoni, mentre la produzione è del Teatro Carcano.
Lo spettacolo conferma il linguaggio inconfondibile dell’artista bolognese, capace di muoversi tra comicità, filosofia, invenzione verbale e riflessione civile. “Arrivano i Dunque” si presenta come un luogo scenico aperto e multifunzionale, nel quale il pensiero diventa materia teatrale e la parola si trasforma continuamente, generando immagini, cortocircuiti e nuove possibilità di senso.
Bergonzoni definisce il lavoro come “un’asta dei pensieri”, un tentativo di mettere all’incanto “il verso delle cose”, tra gioco linguistico e profondità poetica. La sua scrittura, da sempre fondata su deviazioni, neologismi e scarti improvvisi, continua qui a interrogare la realtà contemporanea, cercando di attraversarla senza accettarne passivamente i confini.
Al centro dello spettacolo c’è anche una delle parole-chiave del suo universo creativo: “Crealtà”. Un neologismo che racchiude l’idea di una realtà da ricreare, modificare, ripensare ogni giorno. Non una fuga dal presente, ma un modo per immaginare un futuro più accogliente, più consapevole, più capace di aprirsi a nuove percezioni.
La ricerca di Bergonzoni non si limita alla dimensione comica. Nel suo teatro il riso convive con una tensione morale forte, che attraversa temi sociali, artistici e umani. Ogni frase sembra aprire una porta su un’altra possibilità, ogni gioco di parole diventa una domanda sul mondo e sul modo in cui scegliamo di abitarlo.
“Arrivano i Dunque” porta così in scena un teatro che non procede per risposte semplici, ma per associazioni, spostamenti, illuminazioni improvvise. Un percorso in cui il pubblico è chiamato non solo ad ascoltare, ma a lasciarsi attraversare da un flusso di immagini e significati.
L’appuntamento milanese all’Elfo Puccini rappresenta una nuova tappa nel percorso di un artista che continua a usare la scena come spazio di libertà, invenzione e responsabilità. Un teatro fatto di parole che corrono, inciampano, si moltiplicano e tornano a chiedere attenzione: perché, come suggerisce Bergonzoni, quando “arrivano i dunque”, forse è proprio il momento di cominciare a pensare davvero.

