Nel cuore pulsante del Rione Sanità, sospesi tra il desiderio di riscatto e l’imminenza del fango, si muovono Luigino e Fortuna. Il Teatro Serra di Napoli (Via Diocleziano 316) ospita, per il prossimo fine settimana, “La Venere dei terremoti”, sottotitolato con ironia “il cimento di Luigino e Fortuna”.

L’opera porta la firma di Manlio Santanelli, da molti considerato il più importante autore drammatico italiano vivente, ed è affidata al talento poliedrico di Roberto Maria Azzurro, che ne cura la regia e l’interpretazione, dando vita a un’impresa attoriale straordinaria: prestare corpo e voce a oltre venti personaggi.

Una trama tra sogno e fatalità

La storia ci riporta al fatidico 1980. Luigino Impagliazzo è un geometra dalla vita grigia che si innamora perdutamente di Fortuna Licenziati, la splendida amante del boss locale. Una passione clandestina che attende con pazienza la morte del malvivente per potersi finalmente palesare. Ma proprio quando la felicità sembra a portata di mano, sulla città e sulle loro vite incombe la catastrofe naturale che ha segnato la storia della Campania.

Il grottesco come lente d’ingrandimento

Nonostante il contesto drammatico, lo spettacolo brilla per la sua componente comica e iperbolica. La lingua di Santanelli è una “macchina celibe” di meraviglie: una scrittura colta, densa di salsedine e imprevisti, che trasforma il tragico in un’avventura fantastica.

“Per vivere abbiamo bisogno di parole che sappiano creare storie belle e significative. Santanelli racconta storie originali, grottesche eppure ferocemente possibili”, spiega Roberto Maria Azzurro, da anni ambasciatore della drammaturgia santanelliana.

Il risultato è un classico contemporaneo che esplora il bisogno umano di narrazione, dimostrando che anche davanti al sisma, la parola resta l’unico strumento capace di ricostruire mondi.


Info e Programmazione

Domenica 15 marzo: ore 18:00

Dove: Teatro Serra, Via Diocleziano 316, Napoli.

Date e Orari:

Venerdì 13 marzo: ore 21:00

Sabato 14 marzo: ore 19:00

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