Aperta lo scorso 19 marzo, la grande monografica dedicata al maestro del design radicale sta già incantando il pubblico milanese. Oltre 400 opere ripercorrono cinquant’anni di ricerca tra ecologia, antropologia e visioni urbane, in un allestimento fluido che rompe i confini del tempo.

Non una celebrazione del passato, ma un’immersione in un flusso vitale che continua a scorrere. La mostra “Andrea Branzi by Toyo Ito. Continuous Present”, in corso in Triennale Milano fino al 4 ottobre 2026, si sta confermando come l’appuntamento imperdibile della stagione per il mondo del progetto.

Realizzata in partnership con la Fondation Cartier pour l’art contemporain, l’esposizione è un omaggio corale ad Andrea Branzi (1938-2023), raccontato attraverso la sensibilità dell’architetto premio Pritzker Toyo Ito, suo amico e collaboratore storico.

Il percorso: flussi, vortici e visioni radicali

L’allestimento concepito da Toyo Ito rifiuta la cronologia rigida per abbracciare l’idea di un “presente continuo”. Lo spazio è organizzato in undici sezioni che guidano il visitatore tra:

  • Le origini radicali: Dai progetti con Archizoom Associati (come la celebre No-Stop City) alle esperienze post-moderne con Studio Alchimia e Memphis.
  • L’approccio antropologico: La ricerca di Branzi sulla fragilità degli oggetti, l’ibridazione tra naturale e artificiale e la coesistenza tra uomo e ambiente.
  • L’installazione site-specific: Cuore della mostra è la monumentale rilettura di No-Stop City (1969-1972), una critica visionaria alla metropoli moderna che qui diventa un dispositivo narrativo immersivo.

Con oltre 400 pezzi tra disegni, modelli, video originali e installazioni ambientali (come Gazebo ed Ellipse), la mostra restituisce la complessità di un autore che ha sempre considerato il design non come produzione di “cose”, ma come costruzione di pensiero.

Eventi collaterali e didattica

Il successo della mostra è testimoniato anche dalle numerose attività parallele. Proprio lo scorso weekend si è tenuto il laboratorio “Un fiume continuo”, dedicato ai bambini dai 6 agli 11 anni, invitati a costruire installazioni collettive ispirate alla città aperta teorizzata da Branzi. La programmazione continuerà nei prossimi mesi con talk e momenti di mediazione culturale per approfondire i temi dell’ecologia e dell’urbanistica radicale.

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