Dal 15 gennaio 2026 entra in funzione l’Arbitro assicurativo, il nuovo organismo indipendente pensato per risolvere in modo più semplice, rapido ed economico le controversie tra cittadini e compagnie di assicurazione.
Un passaggio atteso, voluto dall’Ivass – l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni – con l’obiettivo di alleggerire il contenzioso giudiziario e rafforzare la fiducia nel mercato assicurativo.
L’Arbitro assicurativo nasce sul modello di altri strumenti di risoluzione alternativa delle controversie già sperimentati con successo in ambito bancario e finanziario.
Il suo compito è offrire ai consumatori una via d’uscita concreta quando si ritengono danneggiati da una compagnia o da un intermediario assicurativo, evitando tempi lunghi e costi elevati della giustizia ordinaria.
La procedura è scandita da passaggi chiari.
Il cittadino deve innanzitutto presentare un reclamo alla compagnia assicurativa. Se entro 45 giorni non arriva una risposta, oppure se la risposta è ritenuta insoddisfacente, è possibile rivolgersi all’Arbitro presentando un ricorso.
Il costo è simbolico: 20 euro, somma che viene restituita nel caso in cui il ricorso venga accolto.
L’intero procedimento si basa sulla documentazione, senza necessità di avvocati o testimoni, e consente di ottenere una decisione in tempi relativamente brevi, entro cinque o sei mesi.
Dal punto di vista organizzativo, l’Arbitro assicurativo è composto da 19 membri, tra effettivi e supplenti. Per ogni singola controversia decide un collegio ristretto di cinque componenti: tre nominati dall’Ivass, uno indicato dalle associazioni dei consumatori e uno espresso dalle compagnie o dagli intermediari, in base alla natura della controversia.
Tra i membri effettivi figura anche il giurista pugliese Ernesto Capobianco, ordinario di Diritto civile e di Diritto del risparmio e delle assicurazioni all’Università del Salento, nominato dall’Ivass in rappresentanza degli intermediari.
Le decisioni dell’Arbitro non sono vincolanti ma hanno un forte valore reputazionale. In caso di mancato rispetto da parte della compagnia, l’inadempimento viene reso pubblico sul sito dell’Arbitro per cinque anni e, per sei mesi, anche sul sito della stessa compagnia.
Un meccanismo che punta a fare leva sulla trasparenza e sull’immagine degli operatori, incentivando comportamenti più corretti. L’obiettivo dichiarato dell’Ivass è duplice: da un lato risolvere rapidamente le controversie, dall’altro raccogliere dati e informazioni sulle criticità più ricorrenti del settore, trasformando l’Arbitro assicurativo in un vero e proprio osservatorio permanente.

