È morta all’età di 76 anni Valeria Fedeli, sindacalista, senatrice del Partito Democratico ed ex ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nel governo guidato da Paolo Gentiloni. La sua scomparsa ha suscitato un ampio e trasversale cordoglio nel mondo politico, istituzionale e sindacale, a testimonianza di un percorso umano e professionale che ha attraversato decenni di storia repubblicana.

Nata a Treviglio nel 1949, Fedeli ha iniziato il proprio impegno pubblico nel sindacato, diventando una figura di primo piano della CGIL.

Ha ricoperto incarichi di vertice fino a essere eletta segretaria generale della Filtea-Cgil, la categoria dei lavoratori del tessile e dell’abbigliamento, e nel 2012 è stata anche vicepresidente di Federconsumatori. Un’esperienza sindacale lunga e radicata, segnata da battaglie per i diritti del lavoro, l’uguaglianza di genere e la dignità delle persone.

Nel 2013 l’ingresso in Parlamento: eletta senatrice del Partito Democratico, dal 21 marzo dello stesso anno al 12 dicembre 2016 ha ricoperto la carica di vicepresidente del Senato, con funzioni vicarie. Tra gennaio e febbraio 2015 ha anche presieduto temporaneamente l’aula di Palazzo Madama, subentrando a Pietro Grasso. Nel dicembre 2016 la nomina a ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, incarico che ha svolto nel governo Gentiloni, portando al centro dell’agenda il tema della scuola pubblica e dell’innovazione educativa.

Fedeli è stata inoltre una protagonista delle battaglie femministe: tra le fondatrici del movimento “Se non ora, quando?”, ha sempre rivendicato il valore della partecipazione delle donne alla vita politica e sociale del Paese. Era sposata con Achille Passoni, già commissario del PD in Sardegna.

Numerosi i messaggi di cordoglio arrivati nelle ore successive alla notizia della morte. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha scritto di essere “addolorata” per la scomparsa di Fedeli, ricordandone la passione e la convinzione con cui ha vissuto il proprio impegno politico, nel mondo della scuola e del sindacalismo. L’ex premier Paolo Gentiloni l’ha definita “una donna coraggiosa, battagliera, capace di dialogo”, mentre il presidente del Senato Ignazio La Russa ha espresso “molto dispiacere” a nome di Palazzo Madama.

Parole di affetto sono arrivate anche da Matteo Renzi, che ha ricordato la sua intelligenza e sensibilità, e da Piero Fassino, che ha parlato di una donna “sempre in prima linea” nelle battaglie per i diritti dei lavoratori, delle donne e dei giovani.

Con la scomparsa di Valeria Fedeli, l’Italia perde una protagonista del sindacato e delle istituzioni, una figura che ha attraversato mondi diversi – lavoro, politica, scuola – mantenendo costante un tratto distintivo: l’impegno civile vissuto come responsabilità quotidiana e servizio pubblico.

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