Bisceglie celebra la Giornata Nazionale del Dialetto 2026 trasformando il Teatro Garibaldi in uno spazio di memoria viva e condivisione collettiva. Sabato 17 gennaio, il dialetto tornerà protagonista non come semplice retaggio del passato, ma come lingua capace di emozionare, raccontare e unire una comunità alle proprie radici più profonde.

L’iniziativa è promossa dall’amministrazione comunale di Bisceglie, dall’associazione La Canigghie e dalla Pro Loco di Bisceglie, nell’ambito delle attività UNPLI, con la collaborazione del Circolo Unione e della Società Operaia di Mutuo Soccorso “Roma Intangibile”.

Una rete cittadina ampia e coesa che conferma la centralità della lingua locale come patrimonio culturale e strumento di identità.

In un’epoca segnata dall’omologazione linguistica e culturale, il dialetto continua a rappresentare una bussola: custodisce storie, restituisce emozioni con immediatezza, conserva una sapienza popolare fatta di proverbi, immagini e metafore.

È una lingua che racconta la vita con autenticità, come ricordava Cesare Marchi quando ammoniva che rinunciare al dialetto significa rinnegare secoli di cultura locale. Un messaggio che oggi risuona con forza rinnovata.

L’appuntamento è fissato per le 18.30 (ingresso ore 18). Il programma, coordinato artisticamente dal poeta Demetrio Rigante, propone un percorso ricco e articolato: saggi teatrali, video-poesie, musica dal vivo, voci storiche e nuove generazioni a confronto. Un intreccio di linguaggi che restituisce il dialetto nella sua dimensione più autentica: lingua dell’anima, diretta e senza filtri.

La serata si aprirà con un momento di memoria dedicato al prof. Eugenio Monopoli, figura poliedrica e centrale nella vita culturale biscegliese, a cui il Comune ha recentemente intitolato il foyer del teatro. Un omaggio sentito a un artista che ha lasciato un segno profondo come uomo di teatro, scrittore, cantante e disegnatore. La video-poesia “Làgreme assutte” di Demetrio Rigante renderà inoltre omaggio a Carlo De Trizio, maresciallo dei Carabinieri caduto nella strage di Nassiriya, nel decennale della sua scomparsa.

Ampio spazio sarà riservato ai giovani: interverrà l’alunna Egle Povia del Primo Circolo “De Amicis” e si esibirà il coro degli alunni delle classi IV e V del Secondo Circolo didattico “Caputi”, diretto dal maestro Enzo Quatela. Un segnale forte di continuità generazionale, coerente con l’impegno dell’Associazione La Canigghie nel portare il dialetto nelle scuole e nel presente, affinché non si perda ma continui a vivere.

Sul palco si alterneranno poeti e attori accompagnati dalla musica del M° Mauro Dell’Olio: Nicola Ambrosino, Uccio Carelli, Franco Carriera, Natale Di Leo, Nicola Losapio, Pietro Mastrodonato della CompagniAurea, Anna Lozito, Vincenzo Mastropirro, Carlo Monopoli, Demetrio Rigante e Gianfranco Todisco. Tra le presenze più attese, Vincenzo Mastropirro, flautista, compositore e poeta di rilievo nazionale, fondatore del Mastropirro Ermitage Ensemble e collaboratore di importanti voci della poesia italiana.

Non mancherà la video-poesia del cantautore Mizio Vilardi, artista molfettese che intreccia italiano e dialetto in un continuo dialogo tra radici e viaggio, nostalgia e invenzione.

Il valore civico dell’iniziativa sarà sottolineato dagli interventi del sindaco Angelantonio Angarano, del presidente de La Canigghie Tommaso Fontana, del presidente della Pro Loco Pierpaolo Sinigaglia e dello studioso di lingua locale Giuseppe D’Andrea. Previsto anche l’intervento del prof. Nicola Gallo, curatore del Calannèire 2026. Il saggio teatrale in dialetto sarà affidato alla Compagnia Dialettale Biscegliese, mentre la conduzione della serata sarà curata dalla giornalista Annamaria Natalicchio.

L’ingresso è gratuito su prenotazione, fino a esaurimento posti.

In un tempo che tende ad appiattire le differenze, la Giornata Nazionale del Dialetto diventa a Bisceglie un atto di resistenza culturale e di amore verso la propria identità. Non una celebrazione nostalgica, ma la conferma che il dialetto è una voce viva, capace ancora oggi di raccontare con verità le emozioni umane. Sabato 17 gennaio, al Teatro Garibaldi, quella voce tornerà a farsi sentire.

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