Prende il via il nuovo modello Isee, così come ridisegnato dalla Legge di Bilancio 2026. L’Inps ha adeguato le proprie procedure informatiche e, a partire dalle Dichiarazioni sostitutive uniche (Dsu) presentate dal 1° gennaio, è possibile calcolare il nuovo indicatore che introduce cambiamenti significativi, soprattutto sul fronte casa e nuclei familiari con figli.
La novità più rilevante riguarda l’abitazione principale.
La franchigia sul valore della prima casa sale in modo netto: viene fissata a 91.500 euro per la generalità dei nuclei familiari e raggiunge i 120.000 euro per le famiglie residenti nei Comuni capoluogo delle 14 città metropolitane.
A questi importi si aggiunge un incremento di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo, rendendo il calcolo dell’Isee più favorevole per le famiglie numerose.
Viene inoltre rafforzata la scala di equivalenza, cioè il meccanismo che pondera il reddito in base alla composizione del nucleo familiare.
Anche in questo caso, l’obiettivo è chiaro: tenere maggiormente conto del numero dei figli e delle reali condizioni economiche delle famiglie, superando alcune rigidità del sistema precedente.
Il nuovo Isee si applica a una platea ampia di prestazioni sociali: dall’assegno di inclusione al supporto per la formazione e il lavoro, dall’assegno unico e universale per i figli al bonus asilo nido, fino alle misure di sostegno domiciliare e al bonus nuovi nati. Per le domande che, sulla base dell’Isee ordinario 2026, avrebbero avuto esito negativo, è prevista una sospensione temporanea e un successivo riesame automatico con il nuovo indicatore, senza ulteriori adempimenti da parte dei cittadini.
Resta confermata, per le Dsu precompilate, l’esclusione dal patrimonio mobiliare di titoli di Stato, buoni fruttiferi postali e libretti di risparmio postali fino a 50.000 euro per nucleo familiare. Diversa la situazione per chi presenta la dichiarazione in modalità autodichiarata: in questo caso l’esclusione deve essere indicata esplicitamente dal dichiarante.
Per garantire continuità nei pagamenti, l’Inps ha chiarito che per l’assegno unico e universale gli importi relativi ai mesi di gennaio e febbraio 2026 continueranno a essere calcolati sulla base dell’Isee valido al 31 dicembre 2025.
Secondo l’Istituto, la revisione dell’indicatore si inserisce in una strategia che punta a rendere il sistema di welfare “più aderente ai bisogni reali delle famiglie”, rafforzando equità, inclusione e corretto accesso alle prestazioni.
Un intervento che, almeno nelle intenzioni, mira a riequilibrare il rapporto tra patrimonio immobiliare, reddito e carichi familiari, rendendo l’Isee uno strumento più realistico e meno penalizzante per chi vive nella casa di proprietà e cresce figli.

