Dalla battaglia personale contro il tumore ovarico alla creazione di una rete di aiuto: la supermodella presenta a Milano il progetto dedicato al benessere mentale di pazienti e caregiver.
Bianca Balti trasforma la sua battaglia personale in un motore di cambiamento sociale. A distanza di circa un anno e mezzo dalla diagnosi di un tumore ovarico al terzo stadio, che l’ha portata a condividere con coraggio ogni fase della malattia e della chemioterapia sui social, la supermodella ha presentato ufficialmente a Milano la sua fondazione, denominata “Mind Your Cancer”. Il progetto nasce dalla consapevolezza diretta di quanto il percorso di cura sia devastante non solo per il corpo, ma anche per la psiche, e mira a colmare quel vuoto di assistenza emotiva che spesso isola chi affronta una diagnosi oncologica.
L’obiettivo centrale della fondazione è offrire un supporto psicologico specializzato e integrato, rivolto non soltanto ai pazienti ma anche ai loro caregiver, figure spesso dimenticate che portano su di sé il peso emotivo dell’assistenza. Durante l’evento di lancio, la modella ha spiegato che l’idea è maturata proprio nei momenti più critici della sua terapia: la volontà di costruire uno strumento concreto per altri malati è stata per lei una spinta fondamentale per reagire e trovare un nuovo scopo. “Mind Your Cancer” intende operare a 360 gradi, promuovendo una visione della cura che consideri la stabilità mentale un pilastro essenziale per la dignità e la forza della persona durante tutto l’iter medico.
Dal punto di vista operativo, la fondazione si avvarrà di un comitato medico-scientifico di alto profilo per la valutazione e lo sviluppo delle attività, garantendo rigore e competenza in ogni iniziativa. Oltre a sviluppare progetti propri, la struttura erogherà contributi a sostegno di realtà già esistenti sul territorio che condividano le medesime finalità. Questo impegno segna una nuova fase nella vita della 42enne originaria di Lodi, che dopo aver calcato le passerelle più prestigiose del mondo, mette ora la propria influenza al servizio di una missione di umanità, lottando affinché nessun paziente oncologico debba sentirsi solo nel gestire il trauma psicologico della malattia.

