Cresce in maniera significativa l’uso di psicofarmaci tra bambini e adolescenti in Italia. Secondo il Rapporto OsMed 2024 dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), nel 2024 lo 0,57% dei minori ha ricevuto una prescrizione di farmaci psicotropi, rispetto allo 0,26% registrato nel 2016: in pratica, un minore su 175. L’incremento riguarda principalmente antipsicotici, antidepressivi e farmaci per il trattamento dell’ADHD.
L’Aifa sottolinea che, nonostante il raddoppio delle prescrizioni nell’ultimo decennio, i livelli italiani restano inferiori a quelli di molti Paesi europei e degli Stati Uniti. L’agenzia attribuisce in parte l’aumento alle conseguenze dell’emergenza pandemica sulla salute mentale dei più giovani, ma invita a un uso prudente e monitorato dei farmaci.
Nel complesso, il Rapporto OsMed 2024 conferma una crescita della spesa farmaceutica nazionale, salita a 37,2 miliardi di euro, di cui circa tre quarti a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Tra le voci di maggiore spesa figurano i farmaci antitumorali e quelli innovativi, mentre i farmaci equivalenti rappresentano il 23,5% della spesa e il 31,6% dei consumi, con l’Italia ancora fanalino di coda in Europa per il ricorso ai generici.
Oltre agli psicofarmaci, il rapporto segnala un uso continuato e spesso eccessivo di antibiotici da parte degli italiani, sebbene in lieve calo, e il boom dei farmaci anti-obesità, entrati nella top ten dei medicinali più costosi per i cittadini. In particolare, gli analoghi del recettore GLP-1 hanno registrato un aumento dei consumi del 78,7%, con una spesa di quasi 100 milioni di euro.
Secondo il presidente Aifa, Robert Nisticò, “dal Rapporto emergono segnali positivi, come l’aumento delle terapie avanzate e dei farmaci per le malattie rare rimborsati dal SSN e i risparmi generati dagli equivalenti, ma permangono criticità, tra cui l’eccessivo ricorso agli antibiotici e l’incremento delle terapie psicofarmacologiche tra i minori”.
Gli esperti di salute mentale lanciano un monito: “Siamo una società dell’ansia”, osserva uno psichiatra intervistato, evidenziando come la crescente pressione sociale e le difficoltà emotive dei più giovani abbiano inciso sulle prescrizioni. L’attenzione al benessere psicologico dei bambini e degli adolescenti rimane quindi una priorità, con un approccio che coniughi prevenzione, supporto psicologico e, solo quando necessario, terapia farmacologica.

