Il Trianon Viviani – teatro della Canzone napoletana – partecipa alla Giornata internazionale della Donna con uno spettacolo che unisce racconto storico e teatro musicale. Sabato 7 marzo, alle 21, debutta Camicette bianche, musical originale e corale che ripercorre la vicenda delle giovani emigranti italiane coinvolte nel tragico incendio della fabbrica Triangle di New York nel 1911. Replica domenica 8 marzo alle 18.

Lo spettacolo, inserito nella stagione “Appassiunata” 2025/2026, si ispira all’omonimo libro di Ester Rizzo e riporta al centro della scena una pagina dolorosa della storia dell’emigrazione italiana, strettamente legata alla ricorrenza dell’8 marzo.

Dalla Sicilia a New York: il sogno e la frattura

La drammaturgia, firmata da Marco Savatteri, che cura anche regia e adattamento musicale, si apre nella Sicilia del 1907. La protagonista, Clotilde Terranova, lascia la propria terra per raggiungere la sorella Rosa a New York. Con lei viaggia Salvatore Spadaro, giovane siciliano in fuga dalla miseria. Sul piroscafo diretto verso l’America si intrecciano sogni, speranze e illusioni: un’umanità in cammino che porta con sé valigie di cartone e promesse di riscatto.

Arrivati negli Stati Uniti, le strade dei due ragazzi si dividono. Clotilde trova lavoro alla Triangle Shirtwaist Company, fabbrica di camicette alla moda, e partecipa alle prime mobilitazioni per i diritti delle lavoratrici. Salvatore, invece, scivola nella rete della malavita italoamericana. Sullo sfondo, Little Italy diventa il crocevia di ambizioni e disincanto.

La narrazione conduce al 25 marzo 1911, quando un incendio devastò la fabbrica Triangle Shirtwaist: morirono 146 persone, di cui 123 donne, molte immigrate italiane ed ebree. Una tragedia che scosse l’opinione pubblica internazionale e contribuì a rafforzare le rivendicazioni per i diritti delle lavoratrici, divenendo uno dei simboli associati alla Giornata internazionale della Donna.

Un racconto musicale tra tradizione e memoria

Camicette bianche intreccia musiche della tradizione popolare siciliana, brani italiani riadattati in chiave teatrale e suggestioni sonore delle prime comunità italoamericane. Il filo conduttore è la memoria: quella delle giovani sartine, molte delle quali provenienti dalla Sicilia, i cui nomi sono stati pazientemente ricostruiti grazie alle ricerche di Ester Rizzo attraverso documenti d’epoca e archivi storici.

In scena un ampio cast corale dà voce a migranti, operai, familiari e imprenditori, restituendo un affresco collettivo della grande emigrazione italiana di inizio Novecento. La protagonista Clotilde Terranova incarna il volto di una generazione femminile che cercava autonomia e dignità in un mondo industriale spesso segnato da sfruttamento e precarietà.

Un omaggio alle donne e alla storia

Lo spettacolo non si limita alla ricostruzione di un evento tragico, ma propone una riflessione più ampia sul tema del lavoro, dell’emigrazione e dei diritti femminili. Il racconto di Clotilde e delle altre giovani lavoratrici diventa così un ponte tra passato e presente, tra le migrazioni di ieri e quelle di oggi.

Con questo debutto, il Trianon Viviani affida alla scena teatrale il compito di custodire e trasmettere una memoria collettiva, ricordando come dietro ogni ricorrenza vi siano storie concrete, volti e nomi che hanno segnato il cammino verso maggiori tutele e consapevolezza civile.

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