Oltre 280mila i pazienti accertati, ma resta l’allarme sottostima. Lo screening pediatrico e il nodo dei rincari sulla dieta senza glutine. I casi di celiachia in Italia segnano una curva in crescita, raggiungendo una quota vicina ai 280 mila pazienti. Secondo i dati della “Relazione annuale al Parlamento sulla celiachia – anno 2024”, il numero totale degli assistiti è composto da 194.274 femmine e 85.238 maschi, con un incremento delle diagnosi di circa 14 mila unità rispetto alle rilevazioni precedenti.
Questo aumento è attribuibile principalmente alla ripresa dei test diagnostici dopo il rallentamento avvenuto durante l’emergenza pandemica.
L’unica terapia attualmente disponibile per contrastare questa enteropatia infiammatoria permanente — scatenata dall’ingestione di glutine in soggetti predisposti — rimane una dieta rigorosamente priva di glutine per tutta la vita. L’impegno economico sostenuto dal Sistema Sanitario Nazionale per garantire l’erogazione degli alimenti in esenzione ha superato nel 2024 i 273 milioni di euro, con una spesa media per paziente di circa 975,54 euro.
La diffusione regionale e lo screening pediatrico
La prevalenza nazionale della patologia si attesta allo 0,47%, ma con sensibili variazioni sul territorio. Le regioni che registrano i tassi più elevati sono la Valle d’Aosta (0,59%), la Toscana (0,58%) e l’Umbria (0,54%).
Particolare attenzione è rivolta alla diagnosi precoce in età pediatrica. Un progetto pilota dell’Istituto Superiore di Sanità ha coinvolto oltre 5.500 bambini in quattro regioni (Lombardia, Marche, Campania e Sardegna), evidenziando risultati potenzialmente indicativi di celiachia nel 3,9% dei casi esaminati. L’analisi genetica ha confermato una forte predisposizione nel 44% dei bambini monitorati, con un picco del 57% registrato in Sardegna.
Il nodo dei prezzi e l’allarme sottostima
Nonostante il supporto del Sistema Sanitario, l’Associazione Italiana Celiachia (AIC) sottolinea diverse criticità. La direttrice generale dell’AIC, Caterina Pilo, ha evidenziato come l’attuale tetto di spesa mensile — circa 100 euro — inizi a risentire dei rincari generali dei prezzi alimentari. L’associazione chiede interventi per abbassare il costo dei prodotti, ricordando che per un celiaco il cibo non è un bene di consumo ma la terapia stessa.
Resta inoltre il problema dell’iceberg dei non diagnosticati: a fronte dei 280 mila casi noti, l’AIC stima che esistano circa altre 300 mila persone affette da celiachia senza ancora saperlo. In Italia, il potenziale numero di pazienti attesi si aggirerebbe quindi attorno alle 600 mila unità. Parallelamente alla cura, il Ministero ha investito sulla formazione, con 700 corsi organizzati nel 2024 che hanno coinvolto oltre 17 mila operatori del settore alimentare per garantire la sicurezza dei pasti fuori casa.
