Giovedì 19 marzo 2026, il palco di Campi Bisenzio ospita “La mia vita raccontata male”. Uno spettacolo tra musica e parole, tratto dai testi di Francesco Piccolo, che esplora con ironia il tortuoso percorso per diventare se stessi.
Cosa definisce chi siamo veramente? Le grandi scelte o i piccoli, paradossali inciampi quotidiani? A questa domanda prova a rispondere Claudio Bisio con lo spettacolo “La mia vita raccontata male”, in scena giovedì 19 marzo alle ore 21:00 presso il Teatrodante Carlo Monni.
La produzione del Teatro Nazionale di Genova, diretta da Giorgio Gallione, si presenta come una via di mezzo tra un romanzo di formazione e una biografia pensosa, dove il confine tra realtà e finzione si fa sottile e giocoso.
Un mosaico di vita italiana
Il testo, curato da Francesco Piccolo, attinge a piene mani da successi letterari come “Il desiderio di essere come tutti” e “L’Italia spensierata”, arricchendosi di brani inediti. Il risultato è un “ping-pong” serrato tra la sfera privata dell’individuo e la storia collettiva del Paese:
- I ricordi: Dalle prime fidanzate all’iconico fascino delle gemelle Kessler, dai mondiali di calcio ai momenti di impegno politico.
- Le contraddizioni: L’educazione sentimentale, la paternità e le carriere artistiche che, con ironia, vedono intrecciarsi i nomi di Bertolt Brecht e Mara Venier.
- La riflessione: Come suggerisce lo stesso Piccolo, la vita è un equilibrio precario simile ai bastoncini dello Shangai: rimuovere un errore o un dolore rischierebbe di far crollare anche le parti più belle.
Musica e scena
Accompagnato dai musicisti Marco Bianchi e Pietro Guarracino, Bisio dà voce a una narrazione eccentrica che parla a tutti, specchiando i vizi e le virtù di un’Italia passata da una spensieratezza d’altri tempi a un presente più incerto. Le scene e i costumi sono firmati da Guido Fiorato, mentre le musiche di Paolo Silvestri sottolineano il ritmo incalzante di questo racconto collettivo.

