Una vittoria che scaccia i fantasmi e regala ossigeno in vista della lotta salvezza. La Fiorentina di Paolo Vanoli soffre, rischia, ma alla fine piega il Rakow Czestochowa per 2-1 nell’andata degli ottavi di finale di Conference League. Un successo fondamentale, arrivato proprio quando la partita sembrava destinata al pari, che permette ai viola di guardare al ritorno in Polonia con un piccolo ma prezioso vantaggio.

La cronaca: Ndour risponde a Brunes

In un Franchi contratto per la difficile situazione di classifica in campionato, la Fiorentina fatica a scardinare il muro polacco nel primo tempo, nonostante le iniziative di un ispirato Parisi e gli inserimenti di Fazzini. La doccia fredda arriva al 60′: su azione da fermo, Brunes (cugino di Erling Haaland) approfitta di un’indecisione di Comuzzo e firma lo 0-1.

La reazione viola è però immediata e rabbiosa. Passano solo due minuti e Ndour trova il jolly: un destro di collo esterno terra-aria che s’infila sotto l’incrocio dei pali per l’1-1.

Il finale: Gudmundsson non sbaglia dal dischetto

Vanoli rimescola le carte inserendo la “cavalleria”: dentro Dodo, Harrison e Albert Gudmundsson. Dopo una clamorosa traversa colpita da Piccoli in contropiede, l’episodio decisivo arriva al 93′. Un cross di Dodo viene intercettato con un braccio da Ameyaw in area: per l’arbitro è rigore. Dal dischetto si presenta Gudmundsson che, nonostante un impatto opaco sul match, resta freddissimo e spiazza Zych per il definitivo 2-1.

Iscriviti alla newsletter

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *