Un fronte comune contro la piaga delle dipendenze. È questo il messaggio che emerge con forza dalla VII Conferenza nazionale sulle dipendenze, inaugurata oggi all’Auditorium della Tecnica, a Roma, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e di numerose autorità istituzionali, sanitarie e del terzo settore.

La tragedia delle dipendenze, delle vite distrutte e della perversa presenza della criminalità organizzata, richiede un impegno consapevole e costante, un impegno corale. Nessuno si troverà solo, perché questa è una battaglia di libertà”, ha detto Mattarella nel suo intervento di apertura, salutato da un lungo applauso. Il Capo dello Stato ha richiamato l’intera comunità nazionale – istituzioni, famiglie, scuole e società civile – a un’azione condivisa per combattere un fenomeno che, ha sottolineato, “non è solo sanitario, ma sociale e umano”.


Meloni: “Piano nazionale contro il Fentanyl, l’Italia in prima linea”

Nel suo intervento, la premier Giorgia Meloni ha espresso riconoscenza al Presidente della Repubblica per la presenza “che testimonia la coralità dell’impegno delle istituzioni”, e ha rilanciato l’azione del Governo nella lotta contro le nuove dipendenze.
Siamo tra i primi Paesi al mondo ad aver elaborato un piano nazionale di prevenzione contro la diffusione illegale o impropria del Fentanyl e degli oppiacei sintetici”, ha annunciato Meloni.
Un piano, operativo dal marzo 2024, che coinvolge “numerose istituzioni” e punta a prevenire una crisi simile a quella che ha travolto gli Stati Uniti. “L’Italia – ha aggiunto – è stata protagonista a New York della coalizione globale contro le droghe sintetiche, confermando il nostro ruolo di apripista”.

La presidente del Consiglio ha poi lanciato un appello a “percorsi efficaci di cura e riabilitazione”, sottolineando la necessità di “risposte coraggiose e lungimiranti a una realtà complessa, dove vecchie e nuove dipendenze si intrecciano generando nuove fragilità”.


Il monito del Papa: “Ascoltiamo la richiesta d’aiuto dei giovani”

La Conferenza si è aperta con un videomessaggio di Papa Leone, che ha toccato il cuore dell’assemblea. “Viviamo in un mondo privo di speranza, dove mancano proposte umane e spirituali vigorose”, ha detto il Pontefice, evidenziando come molti giovani “non riescano più a distinguere il bene dal male” a causa di una crescente assuefazione non solo alle droghe, ma anche al gioco d’azzardo e all’uso distorto di internet.
La paura del futuro li rende fragili”, ha aggiunto, invitando le istituzioni ad “ascoltare la loro richiesta d’aiuto e offrire un orizzonte di senso e di speranza”.


Mantovano: “Un obbligo di legge e una responsabilità morale”

A ricordare il valore istituzionale dell’appuntamento è stato Alfredo Mantovano, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, che ha definito la Conferenza “non solo un obbligo di legge, ma un segno concreto dell’attenzione del Governo”.
Dal 2009, ha spiegato, la cadenza triennale prevista non è stata rispettata “se non in forma ridotta nel 2021, a causa della pandemia”.
Il lavoro di squadra è indispensabile”, ha ribadito Mantovano, “perché questa sfida coinvolge la sopravvivenza stessa delle nostre comunità. Serve un approccio globale che includa regioni, enti locali, comunità scientifiche, media e strutture di recupero”.

Il sottosegretario ha inoltre espresso preoccupazione per “la sottovalutazione dei derivati della cannabis”, definiti erroneamente “leggeri”, e per la “crescente diffusione di oppioidi sintetici, anche sviluppati grazie all’intelligenza artificiale”.


Un’emergenza giovanile che preoccupa

I dati dell’ultima relazione del Dipartimento per le Dipendenze parlano chiaro: quattro adolescenti su dieci tra i 15 e i 19 anni hanno provato almeno una volta sostanze stupefacenti, e uno su quattro ne ha fatto uso nell’ultimo anno.
Una pandemia silenziosa”, l’ha definita Mantovano, che “rischia di compromettere il futuro delle nuove generazioni”.


Un impegno condiviso per una nuova cultura della prevenzione

Tra le parole del Capo dello Stato e quelle del Papa, il filo conduttore della Conferenza è stato uno solo: la necessità di un impegno collettivo.
La lotta alle dipendenze non può essere confinata alla repressione, ma deve passare per educazione, prevenzione, sostegno e comunità.

Come ha concluso Meloni, “nessuno rimarrà solo in questa battaglia. Perché liberare chi è caduto nel giogo della dipendenza significa restituire libertà, dignità e futuro al nostro Paese”.

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