Quello che fino a poche settimane fa era un fenomeno isolato è diventato un flusso costante di arrivi. Giovani migranti provenienti da Pakistan e Afghanistan stanno convergendo verso il capoluogo abruzzese, attratti da video diffusi su TikTok che indicano la città come possibile meta per richiedere asilo.
“Ci hanno consigliato di venire a L’Aquila”, racconta uno dei migranti, dopo aver seguito le istruzioni presenti in un video in lingua pashtu in cui un influencer parlava di documenti e patenti in Italia, menzionando L’Aquila come meta consigliata. Nei commenti, altri utenti chiedono come raggiungere la città, alimentando un passaparola digitale che ha amplificato il fenomeno.
Le strutture d’accoglienza del capoluogo sono già al completo. Il sindaco Pierluigi Biondi denuncia che molti migranti vengono “depositati sotto la Prefettura dai soliti sciacalli che mercanteggiano esseri umani come fossero oggetti” e definisce “squallidi personaggi che lucrano sulla disperazione” coloro che organizzano questi flussi.
L’Aquila, epicentro del terremoto del 2009, si trova ora a fronteggiare una nuova emergenza umanitaria legata all’afflusso di giovani in fuga da guerre e persecuzioni. Le autorità locali stanno cercando soluzioni immediate per ampliare la capacità di accoglienza e garantire assistenza sanitaria, sociale e abitativa.
Il fenomeno evidenzia come le piattaforme social possano influenzare in maniera significativa i flussi migratori, trasformando città poco conosciute in mete improvvise per persone in fuga da situazioni di conflitto.

