Il panorama dell’editoria indipendente italiana si arricchisce di una nuova voce: nasce Tangerin, una casa editrice che affonda le sue radici nell’esperienza di Tamu per proiettarsi verso orizzonti globali. Uno spazio editoriale che si definisce “attraversato”, dove il Mediterraneo non è solo un confine geografico, ma un metodo di analisi per esplorare le migrazioni, le ecologie radicali e le pratiche di liberazione contemporanee.
Il passaggio da Tamu — realtà nata a Napoli come libreria e poi affermatasi per le sue scelte coraggiose nel saggismo di frontiera — a Tangerin segna un’evoluzione necessaria per rispondere alle complessità del presente. Il nuovo marchio si propone di indagare il Sud del mondo e le periferie delle metropoli occidentali attraverso le lenti dell’antirazzismo, della decolonialità e dei linguaggi queer, mantenendo un impegno militante ma aperto alla sperimentazione narrativa.
La missione di Tangerin è quella di portare in libreria testi che sappiano scardinare le narrazioni egemoniche. Il catalogo si articolerà su diverse direttrici:
- Ecologie Radicali: Analisi del cambiamento climatico legate alla giustizia sociale e al post-estrattivismo.
- Geografie della Resistenza: Voci dal Medio Oriente, dal Nord Africa e dalle diaspore che raccontano nuove forme di cittadinanza.
- Pratiche Femministe e Queer: Teorie e narrazioni che mettono al centro l’autodeterminazione dei corpi e il superamento del binarismo.
Per il lancio, previsto tra la primavera e l’estate 2026, Tangerin ha già annunciato i primi titoli che spaziano dalla saggistica di intervento alla narrativa di confine. Il nome stesso, “Tangerin”, evoca la città di Tangeri, storico crocevia tra Africa ed Europa, luogo di spie, poeti e viaggiatori, simbolo di una cultura ibrida che rifiuta i muri.
L’identità visiva della casa editrice, curata da grafici attenti all’estetica del design editoriale contemporaneo, riflette questa volontà di essere “agrume e spigolo”: colori caldi mediterranei uniti a una struttura grafica rigorosa.
“Vogliamo essere una casa editrice di movimento, non solo in senso politico, ma fisico,” spiegano i fondatori della nuova realtà. “Il nostro obiettivo è muoverci lungo le traiettorie che collegano Napoli a Tangeri, Marsiglia a Beirut, portando nel mercato librario italiano autori che vedono nel Mediterraneo un laboratorio del futuro e non un cimitero del passato.”
In un mercato spesso dominato dai grandi gruppi, Tangerin sceglie la strada dell’indipendenza e della cura artigianale del libro, puntando su una rete di distribuzione che valorizzi le librerie di quartiere e i circuiti culturali di base. Con la pubblicazione del primo piano editoriale, Tangerin si candida a diventare un punto di riferimento per chi cerca nei libri non solo evasione, ma strumenti critici per abitare il disordine del mondo moderno.

