L’Italia delle professioni si muove verso una rappresentanza più forte, più coordinata e più capace di incidere sulle grandi trasformazioni economiche e sociali del Paese.

Elbano de Nuccio, presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, è stato nominato nuovo presidente di “Professionisti Insieme”, l’associazione costituitasi lo scorso giugno alla presenza del ministro della Giustizia Carlo Nordio. Subentra al notaio Vito Pace, che aveva guidato la fase costituente.

L’organizzazione riunisce oggi i Consigli nazionali di commercialisti, avvocati, notai e medici–odontoiatri, ai quali si aggiungeranno – richiesta già presentata – anche ingegneri e professioni infermieristiche.

Un ampliamento che cambia radicalmente la scala della rappresentanza: secondo i dati del Rapporto Censis, “Professionisti Insieme” arriverà a rappresentare circa il 60% dei professionisti italiani, pari a 1 milione e 570 mila iscritti.

Un blocco sociale e produttivo decisivo per l’Italia, che non chiede assistenzialismo ma nuove politiche industriali, digitali e formative: un fronte che può contribuire a modernizzare il Paese, specialmente in quelle regioni – come il Mezzogiorno – dove le professioni rappresentano un motore essenziale di sviluppo e coesione sociale.

De Nuccio: “Agenda comune e dialogo costante con Parlamento e Governo”

Nel suo intervento, il neopresidente de Nuccio ringrazia il predecessore Pace e indica subito la direzione:

strutturare un’agenda annuale condivisa, rafforzare il dialogo istituzionale e portare avanti progetti comuni tra ordini diversi.

Le priorità citate confermano un orientamento moderno, profondamente legato alla trasformazione del sistema produttivo:

  • digitalizzazione e intelligenza artificiale con un approccio etico e umano-centrico
  • salute pubblica e prevenzione
  • sostenibilità ambientale ed economica
  • fiscalità e semplificazione amministrativa
  • sicurezza e gestione del rischio
  • accesso alla giustizia

Una piattaforma vasta e trasversale, che tocca i nodi più complessi del Paese e che richiede la sinergia di competenze diverse: mediche, giuridiche, economiche, tecniche.

Professioni come presidio pubblico: “È tempo di coinvolgere i professionisti nelle funzioni dello Stato”

De Nuccio sottolinea poi un punto politico di rilievo:

l’esigenza di salvaguardare il ruolo pubblico delle professioni nella tutela sociale, nella giurisdizione, nella salute e nella sicurezza.

Ed entra in un tema storico, spesso evocato ma mai realmente affrontato:

la possibilità che i liberi professionisti vengano coinvolti direttamente nell’esercizio di alcune funzioni pubbliche, in un modello ispirato al principio costituzionale di sussidiarietà.

Una visione che potrebbe rafforzare l’efficienza dell’amministrazione, superare ritardi cronici e avvicinare lo Stato ai cittadini, valorizzando competenze già diffuse sul territorio.

“La più volte auspicata integrazione – osserva de Nuccio – può diventare realtà. I tempi sono maturi”.

Gli obiettivi: coordinamento, deontologia, monitoraggio delle leggi

Il programma di “Professionisti Insieme” è ambizioso:

  • coordinare le azioni degli Ordini nazionali senza cancellare le specificità di ogni categoria
  • tutelare i valori deontologici e la funzione sociale delle libere professioni
  • produrre studi, analisi, documenti tecnici congiunti
  • creare un sistema di monitoraggio legislativo e regolamentare, per incidere sulla formazione delle norme e prevenire criticità
  • promuovere una cultura professionale aperta all’innovazione e alle nuove tecnologie

Un percorso che mira a dare alle professioni italiane – che generano lavoro, competenze, innovazione e spesso sono colonna portante del welfare territoriale – un ruolo più incisivo nelle scelte strategiche del Paese.

Un passo avanti per un’Italia più moderna, digitale e meritocratica

La nascita di un fronte comune così ampio può rappresentare un punto di svolta in un’Italia che troppo spesso ha sottovalutato il potenziale delle competenze professionali.

Il mondo produttivo chiede stabilità, semplicità normativa, digitalizzazione intelligente e decisioni rapide: e le professioni, specie nel Sud, sono uno dei presidi più solidi contro solitudine sociale, povertà di servizi e abbandono istituzionale.

In un Paese che ambisce a essere competitivo e più giusto, il contributo di chi opera ogni giorno tra cittadini, imprese e pubblica amministrazione non può che essere centrale. “Professionisti Insieme” sarà una cartina di tornasole della capacità dell’Italia di valorizzare davvero il proprio capitale umano.

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